Bottega di Bartolomé Esteban Murillo (Siviglia, 1617 - 1682)
Annunciazione
Olio su tela, cm 126 X 104
Questa delicata Annunciazione proviene dall’ambiente artistico di Siviglia ed è stata realizzata da un pittore che gravitava intorno alla bottega di Bartolomé Esteban Murillo. L’artista si ispira in modo evidente a due celebri modelli del maestro: le due Annunciazioni che Murillo dipinse nel sesto e nel settimo decennio del XVII secolo tra Siviglia e Madrid, opere che si trovano oggi presso il Museo del Prado di Madrid. Nella bottega di Murillo questi soggetti circolavano ampiamente, sia sotto forma di dipinti (di questo tema Murillo realizzò diverse versioni, oggi conservate al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, al Rijksmuseum di Amsterdam e alla Wallace Collection di Londra) sia di disegni, proprio perché molto richiesti da una committenza desiderosa di immagini capaci di trasmettere consolazione e protezione. L’opera mostra infatti un carattere profondamente intimo, pensato per la devozione privata. Lo suggerisce l’ambiente in cui Maria è colta: in basso, una semplice cesta di panni richiama le sue occupazioni quotidiane, appena interrotte dall’irruzione del messaggio divino. La Vergine non è ritratta come una figura idealizzata, ma come una giovane popolana colta nel gesto umile della sua vita di ogni giorno. Siamo nella Siviglia della metà del Seicento, città natale di Murillo, segnata dalla terribile pestilenza del 1649 che ne decimò la popolazione. In quegli anni crebbe enormemente la richiesta di opere religiose da collocare nelle case, quasi come strumenti di protezione spirituale. Un soggetto come l’Annunciazione diventa così un’immagine preziosa e rassicurante: non sorprende quindi che la bottega di Murillo ne abbia prodotto diverse varianti. L’arcangelo Gabriele, inginocchiato davanti alla Vergine, compie gesti ampi, quasi da attore, che contrastano con la quiete della stanza: il dinamismo del messaggero celeste irrompe nel silenzio domestico, rendendo evidente la portata straordinaria dell’annuncio. Sopra le figure in primo piano si apre un turbine luminoso di nubi popolate da putti che assistono all’evento; al centro, la colomba dello Spirito Santo plana nella scena. Il maestro sivigliano ha dedicato gran parte della sua produzione ai soggetti religiosi, divenendo celebre già negli anni Quaranta del Seicento, quando dipinse le tredici tele per il chiostro di San Francisco a Siviglia. Si era formato nella bottega di Juan Castillo, dove aveva conosciuto la pittura fiamminga grazie ai costanti rapporti commerciali che la città intratteneva con l’Europa settentrionale. Questa sensibilità, unita al soggiorno madrileno del 1658-1660, contribuì alla definizione del suo stile. Questa Annunciazione è un dipinto che non vuole imporsi per monumentalità, ma parlare alla sfera più personale dell’osservatore.





































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