Ettore Forti (attivo a Roma tra il 1880 e il 1920)
Una conversazione rinfrescante
Olio su tela, cm 81,3 × 57,2
Con cornice, cm 106 x 80
Firma in basso a sinistra: Forti
Questo elegante dipinto raffigura una scena d’incontro lunga una strada romana. Una donna vestita con peplo blu è appoggiata con disinvoltura a un banchetto mentre conversa amabilmente con il giovane dai capelli bruni che travasa una brocca di vino. Sdraiato per terra un bambino gioca con una colomba mentre due anziani chiacchierano vivacemente sullo sfondo.
L’autore del dipinto ha reso perfettamente quella che doveva essere l’atmosfera di una strada romana del tempo, rievocando gli echi delle scoperte archeologiche di Pompei ed Ercolano. Quello raffigurato è infatti un Thermopolium, di fatto una bottega di alimentari dove si smerciava cibo e vino e altri generi alimentari, molti dei quali sono rimasti intatti nelle città sepolte del Vesuvio.
L’autore, il pittore romano Ettore Forti, basa gran parte della sua carriera nell’elaborazione di scene Neopompeiane o ambientate nell’antica Roma, genere che gli permise di ottenere grande fortuna soprattutto tra la committenza privata.
Forti fu uno di quegli artisti che a partire dagli scavi di Pompei (iniziati nel 1748) e dal lavoro di Lawerence Alma-Tadema (1836 - 1912) (a cui fu paragonato più volte) contribuì a celebrare la cultura classica romana e pompeiana attraverso la pittura. Le sue composizioni sono elaborate con notevole minuzia e realismo fotografico con alla base uno studio meticoloso delle decorazioni classiche e oggetti quotidiani: copia precisamente l'architettura dipinta negli affreschi romani con fasci di frutta e foglie, maschere e strumenti da affreschi romani ma anche i mosaici dei pavimenti e modelli di finestra e sedie, così come le statue riproducono esempi in collezioni pubbliche e private romane. Molte di queste scene di genere hanno anche sottocorrenti erotiche, con giovani donne languidamente belle in compagnia di uomini più anziani.
Forti fu un pittore molto amato anche internazionalmente; espose infatti a Berlino e Roma tra il 1893 e il 1897 e nel 1905 partecipò con due opere alla Mostra della romana Società degli Amatori e Cultori.
Tra i più prestigiosi musei in cui sono esposte le sue opere c’è il Getty Museum of Los Angeles.