Riccardo Tommasi Ferroni è un artista del XX secolo. Fu il padre a trasmettergli la passione per il disegno e la creazione artistica. Ferroni studiò alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, frequentando contemporaneamente l'Accademia di Belle Arti. L'influenza delle trasparenze è chiaramente evidente nelle suggestioni mitologiche e nei temi classici delle sue opere, dove la dimensione fantastica si intreccia con la storia, l'antico, il moderno, il sacro e il profano. Ferroni si trasferì a Roma nel 1957-1958, dove il contenuto assunse una dimensione artistica. Fu in questo periodo che nacquero alcuni dei suoi primi capolavori, come "I demoni di Gerasa" (1965), che rifletteva la cifra stilistica della sua opera: la resa scultorea degli abiti, in contrasto con la delicata pelle bianca delle figure. La critica inizia a parlare dell'artista, figura determinante, come figura in relazione alla tecnologia contemporanea e alla cultura della degenerazione, legata anche alla pittura metafisica di Giorgio De Chirico. Nel 1965 partecipa alla IX Quadriennale di Roma, e poi ancora nel 1972 e nel 1986. Nello stesso anno partecipa alla IX Biennale d'Arte Contemporanea di Parigi. Nel 1970 affina le sue capacità tecniche realizzando opere importanti: "Interno" (1971), "Venere, Marte e Amore" (1972), "Allegoria romana" (1972), "Immagini televisive" (1973), "Il ratto di Europa" (1975). È in questo stesso periodo che si tengono le prime mostre personali e collettive tra artisti sconosciuti. Gli anni Ottanta sono segnati da eventi importanti: nel 1982 Ferroni diventa membro dell'Accademia romana di San Luca e partecipa alla Biennale di Venezia. Negli ultimi anni, la realizzazione di opere importanti ci racconta come "La cena in Emmaus" (1982), "Abramo e Isacco" (1983), "L'incredulità di San Tommaso" (1983) e "La grande battaglia romana" (1984). La pittura di Ferroni riflette anche la sua importanza nel milieu culturale americano, basata su connotazioni allegoriche. Quanto segue mostra un rinnovato interesse per il genere figurativo e, di conseguenza, per la pittura di Tommasi Ferroni. Acquerello su carta montata su telaio in legno, decorato con lucertole e volute create dall'artista, firmato a destra. Anni '70.