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San Sebastiano, Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma (Vercelli 1477 – Siena 1549) Seguace di

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Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma (Vercelli 1477 – Siena 1549) Seguace di

San Sebastiano

Olio su tela (94 x 67 cm. - In cornice 114 x 87 cm.)

Dettagli completi dell'opera (clicca QUI)

Il dipinto in esame raffigura un intenso ritratto di San Sebastiano immortalato nel momento del suo martirio, a seguito della condanna a morte inflittagli da Diocleziano. L’evidente qualità del dipinto ed i tratti stilistici che lo definiscono, ne suggeriscono la paternità di un talentuoso pittore di ambito toscano del primo Seicento, prossimo della cerchia del maestro Giovanni Antonio Bazzi (Vercelli 1477 – Siena 1549).

Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, è stato uno dei pittori più originali del Cinquecento: nacque a Vercelli, formatosi nella bottega di Giovanni Martino Spanzotti, per poi trasferisti a Milano in giovane età dove conobbe i Leonardeschi ed infine, intorno al 1501 arrivò a Siena, che diventerà la sua città d'adozione e dove svolgerà gran parte della sua carriere.

Fu un artista di grande talento e con uno stile pittorico molto identificativo, che seppe appunto fondere l'influenza leonardesca con la scuola senese e il primo manierismo: il nostro autore ha qui saputo riproporre il suo stile con grande maestria, specialmente il suo forte realismo e la componente di pathos, che diventerà uno degli elementi più caratteristici della sua impronta stilistica.

L’attenzione per il dato realistico della fisionomia e delle emozioni, l'uso sapiente della luce e dell'ombra, la conoscenza profonda e la rielaborazione dei modelli della pittura italiana del Rinascimento sono le caratteristiche che riscontriamo nel nostro bel San Sebastiano.

La scena, fedele all'iconografia classica, lo ritrae legato ad un albero e trafitto da due frecce, una vicino al collo ed una nel torace. Di grande impatto emotivo l’espressione che trapela dal suo volto, con gli occhi aperti rivolti verso l’alto e le labbra socchiuse

Il Santo è infatti idealizzato in una bellezza giovanile, da cui traspare il suo stato d’estasi, trasmettendo allo spettatore un esempio di assoluta devozione e fede: la sua rappresentazione trascende il dolore fisico e lo eleva a figura di trionfo spirituale.

Possiamo trovare evidenti punti di contatto con ‘Il martirio di San Sebastiano’, realizzato da Giovanni Antonio Bazzi intorno al 1525 ed oggi a Firenze pezzo la Collezione degli Uffizi (https://www.uffizi.it/opere/stendardo-san-sebastiano).

Indubbio appare già al primo sguardo il debito che il nostro autore ha nei confronti dell’opera del Sodoma, attingendone la medesima modellazione luminosa e cromatica della figura. Così come nel San Sebastiano del Sodoma, anche nel nostro caso il protagonista è ritratto in primo piano con una pittura luminosa e delicatamente chiaroscurata.

Dell’opera citata riprende poi il fascio di luce (nel nostro dipinto non compare l’angelo che porge la corona del martirio) verso cui è diretto lo sguardo del Santo e che nel contempo ne illumina l’incarnato.


INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI:

Il dipinto viene venduto completo di una piacevole cornice ed è corredato di certificato di autenticità e scheda iconografica descrittiva.

Ci occupiamo ed organizziamo il trasporto delle opere acquistate, sia per l'Italia che per l'estero, attraverso vettori professionali ed assicurati.

Qualora abbiate il desiderio di vedere questa od altre opere di persona, saremo lieti di accogliervi nella nostra nuova galleria di Riva del Garda, in Viale Giuseppe Canella 18. Vi aspettiamo!

Contattateci per qualsiasi informazione o per organizzare un a visita, saremo lieti di rispondervi.

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