ANTONIO CAVALLUCCI 1752-1795 (cerchia di) "MADONNA ORANTE", XVIII SECOLO.
ANTONIO CAVALLUCCI 1752-1795 (cerchia di) "MADONNA ORANTE", XVIII SECOLO.-photo-2
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ANTONIO CAVALLUCCI 1752-1795 (cerchia di) "MADONNA ORANTE", XVIII SECOLO.

Artista: Antonio Cavallucci (1752-1795)
OLIO SU TELA (cerchia di) ANTONIO CAVALLUCCI 1752-1795, OPERA DI OTTIMA QUALITà DELLA SECONDA METà DEL XVIII SECOLO.
IL DIPINTO è STATO ANTICAMENTE REINTILATO ALLA FINE DEL XIX SECOLO, PRESENTA MANCANZE E PICCOLI RESTAURI.

Nativo di Sermoneta, nel Lazio, il suo talento artistico venne presto riconosciuto da Francesco Caetani, duca di Sermoneta: questi, nel 1765, portò con sé l'allora tredicenne Cavallucci a Roma, dove egli divenne allievo di Stefano Pozzi e tre anni più tardi di Gaetano Lapis. Studiò disegno presso l'Accademia di San Luca negli anni 1769-1771.

La prima opera nota di Cavallucci è databile alla metà degli anni 1760: si tratta di un fregio decorato a tempera nella Casa Cavallucci a Sermoneta. Il primo ritratto da lui eseguito era del suo benefattore, il duca Francesco Caetani: di questo dipinto rimane oggi solo un'incisione del 1772 di Pietro Leone Bombelli.

La sua prima commissione importante fu la decorazione di cinque stanze di udienza nel Palazzo Caetani a Roma nel 1776, che risolse eseguendo scene mitologiche e allegorie appropriate per ciascuna stanza.

Nei primi anni ottanta si dedicò principalmente al genere della ritrattistica: tra le opere del periodo, un altro ritratto del duca Francesco Caetani e della moglie, Teresa Corsini duchessa di Sermoneta.

Il dipinto più importante di questa fase della sua carriera è probabilmente Le origini della Musica (1786), basato sulle illustrazioni del trattato Iconologia (1593) di Cesare Ripa.

Cavallucci passò al servizio di un nuovo patrono, il cardinale Romoaldo Braschi-Onesti, nipote di papa Pio VI: nel 1788 l'artista dipinge i ritratti di cardinale e pontefice. La sua fama cresceva sempre di più, ed egli entrò a far parte delle prestigiose Accademia di San Luca (1786), Accademia dell'Arcadia (1788) e Congregazione dei Virtuosi al Pantheon (1788).

Pare che egli sia riuscito a dipingere un ritratto di San Benedetto Giuseppe Labre mentre questi era in estasi, ma è più probabile che Cavallucci lo abbia visto in questa condizione e lo abbia fatto posare nel suo studio in quell'atteggiamento. Negli ultimi anni lavorò per il cardinale Francesco Saverio Zelada alla decorazione della chiesa titolare di quest'ultimo, la basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti di Roma, dove morì nel 1795.

Nella sua pittura egli fu influenzato da Pompeo Batoni e Anton Raphael Mengs, ma nei suoi quadri si avverte anche il gusto nordeuropeo che alla fine del XVIII secolo stava affermandosi a Roma. Tra i suoi allievi vi era il portoghese Domingos Sequeira.
1 800 €

Epoca: XVIII secolo

Stile: Luigi XVI - Direttorio

Stato: Rintelo

Materiale: Olio su tela

Larghezza: 49 cm

Altezza: 61 cm

Riferimento (ID): 1747629

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

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