Soggetto: Salomè con la testa del Battista Autore: Onorio Marinari (1627-1715)  120 x 80
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Soggetto: Salomè con la testa del Battista Autore: Onorio Marinari (1627-1715) 120 x 80

Artista: Onorio Marinari 1627. 1715

Soggetto: Salomè con la testa del Battista

Autore: Onorio Marinari (1627-1715)

Tenica e dimensioni: olio su tela; 120 x 80 cm.

Il dipinto che presentiamo colpisce per una stretta affinità stilistica ed un minimo comune denominatore tematico (una figura femminile biblica con una testa mozzata) con due capolavori del pittore freschista, incisore e disegnatore fiorentino Onorio Marinari (1627-1715) , cugino ed allievo di Carlo Dolci (1616-1686), della cui scuola ne incarnò, per un certo periodo, la prosecuzione a lui sostituendosi, alla morte sopraggiunta nel 1686, in una feconda attività alla corte granducale di Toscana: intendiamo riferirci alla Salomè con la testa del Battista dell’Institute of Art di Minneapolis ed alla Giuditta con la testa di Oloferne del Museo delle Belle Arti di Budapest.

Personaggio eclettico, versatile, non da ultimo anche in ambito scientifico (ricordiamo la pubblicazione di un suo saggio di astronomia), il Marinari esordisce pittoricamente con un linguaggio deferente nei confronti della maniera del Dolci, anche come suo copista (basti ricordare la disputa sul dipinto oggi perduto “La coronazione di spine”, del 1648 commissionato dall’oratorio di san Nicolò del Ceppo, assegnato all’inizio del Novecento dal Marangoni al Dolci: P. Bruscoli, “ Il seicento fiorentino”, 1986, p. 113).

Tra le primissime menzioni del nostro pittore troviamo quella di Pellegrino Orlandi, che ne tesse le lodi nell’Abecedario pittorico del 1733 nonché gli ampi riferimenti del Lanzi nella “Storia pittorica dell’Italia”, pubblicata a Milano nel 1831.

Un’ accurata descrizione dello stile del Marinari presente nel Catalogo generale della Galleria degli Uffizi del 1833 recita: “Dipinse con buon gusto e con maniera assai finita e corretta nel disegno, vedendosi nella sua patria non poche pitture presso i privati e in pubblico, e particolarmente nelle chiese. Le più stimate della prima maniera conservatisi nella Badia ed in santa Maria Maddalena dei Pazzi, a giudizio dell’Orlandi. Dopo la imitazione del maestro che suol essere il primo esercizio dei novelli pittori, e spesso ancora, per la diversità del naturale, il primo lor danno, ei si formò, come osserva anche il Lanzi, un secondo stile seguendo il proprio talento, più grandioso, più ideale, e di maggior macchia, come si esprimono gli artisti: del quale ci rimangono vari saggi in santa Maria Maggiore, in san Simone e in diverse quadrerie fiorentine”.

Tra le opere del Marinari di collocazione non fiorentina sono degne di menzione oltre ai citati soggetti femminili (vero e proprio cavallo di battaglia del pittore come si desume altresì dagli affini esemplari iconografici comparsi in tempi più o meno recenti sul mercato antiquario) la figura di donna della Pinacoteca civica di Forlì e l’Annunciazione nella chiesa di san Biagio di Lucignano.

Il soggetto qui rappresentato, che consacra un tema iconograficoche godette di particolare fortuna nei Seicento, tanto nel filone classicista reniano che in quello naturalista caravaggesco, segna una tappa matura del linguaggio del Marinari, caratterizzato da contrasti chiaroscurali, in cui la tipica raffinatezza del disegno esalta la resa delicata del volto muliebre ammaliante e delicato al tempo stesso, in aperto composito contrasto con il senso di morte che promana dalla testa mozzata della vittima maschile iscritta nell’oscurità funerea: eros e thanatos sono riuniti, indissolubilmente, per sempre.

2 800 €

Epoca: XVII secolo

Stile: Luigi XIV - Reggenza

Stato: Sato molto buono

Materiale: Olio su tela

Riferimento (ID): 1838035

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

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