La pittura realizzata nei toni bicromatici di verde e marrone e nelle sue varianti, eseguita in modo non minuzioso ma veloce perché opera 'sovra-porta', ci fa accostare la attribuzione all'opera di un Maestro fiammingo operante a Roma e Napoli probabilmente anche a Messina e in Sicilia. I Re di Spagna amavano mostrare alla loro corte, i loro lontani possedimenti e queste rare visualizzazioni a volo d'uccello rappresentano documenti storici molto rari, divenuti oggi vera 'archeologia' toponomastica. Opera risalente alla prima metà del XVII secolo- Una attribuzione plausibile collega quest'opera alla mano di Francois de Nomè detto 'Monsù Desiderio' ( 1593-1624)




























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