Dino Buzzati
(Belluno, 1906 – Milano, 1972)
L’Angelo da Polpet disturbato dalle Formiche Mentali, 1970
Tecnica mista su carta, cm. 25×34,5
Firmato e datato in basso a destra: “DINO BUZZATI 1970”
Al retro etichetta della Galleria d’Arte IL SOLE di Feltre
L’opera presenta una composizione frontale dominata dal profilo sinistro di una testa umana di colore viola-magenta che occupa la maggior parte dello spazio compositivo.
All’interno del cranio, visualizzato come trasparente, si dipana una spirale di formiche nere che procedono in cerchi concentrici, rappresentazione metaforica delle “formiche mentali” citate nel titolo e nei testi.
A destra della testa si trova un’aureola ovale gialla con raggi luminosi, all’interno della quale è raffigurata una figura sacra femminile (presumibilmente Santa Rita) vestita con un saio marrone, rappresentata in posizione frontale con le braccia aperte in atteggiamento di benedizione.
Il fondo è realizzato con una tonalità rosata uniforme, mentre una fascia nera corre lungo il margine inferiore dell’opera, contenente l’iscrizione esplicativa in caratteri dorati.
Di seguito la trascrizione completa dei testi:
Testo principale (in alto a sinistra): “Il Vescovo di Castion lo volle chiamare Angelo per tenere lontane le Formiche Mentali che già avevano infestato il suo nonno Santo dal Pont miscredente che non aveva mai chiesto aiuto a Santa Rita. Per Grazia Ricevuta la Famiglia liberata Polpet 1871”
Testo all’interno della testa: “Mi chiamarono Angelo per tenere lontani i fenomeni negativi”
Testo in basso a destra: “dagli strani animaletti, in perenni ricordo, offre:”
Testo nella fascia nera inferiore: “Questo è l’Angelo da Polpet disturbato dalle Formiche Mentali”
Lettera maiuscola decorativa: “FEVER” (scritta verticalmente a destra dell’aureola)
Quest’opera si inserisce perfettamente nella produzione degli ex voto pittorici di Buzzati, un corpus di lavori che l’artista – più noto per la sua attività come scrittore – ha realizzato soprattutto negli ultimi anni della sua vita.
Questi dipinti reinterpretano in chiave moderna e personale la tradizione popolare degli ex voto, mescolando elementi di arte sacra ingenua con riferimenti autobiografici, ossessioni personali e una vena ironica e surreale.
ELEMENTI CARATTERISTICI- Riferimenti geografici bellunesi: Castion, Polpet e Pont sono località della zona di Belluno, terra natale di Buzzati, che ricorrono frequentemente nella sua opera
- Iconografia dell’ex voto popolare: la struttura narrativa, la presenza della figura sacra, la dedica e la data
- Surrealismo psicologico: le formiche mentali rappresentano pensieri ossessivi, ansie, turbamenti interiori che invadono la mente
- Sincretismo religioso-profano: mescolanza di devozione popolare e introspezione psicologica moderna
La spirale di formiche all’interno del cranio richiama le ossessioni buzzatiane per gli insetti (presenti anche in suoi racconti come “Il mantello”), simboli di inquietudine, di pensieri che rodono, di un’ansia esistenziale che penetra e consuma dall’interno.
TECNICA ESECUTIVABuzzati utilizza una tecnica mista che combina:
- Inchiostro nero: per il contorno della testa, i dettagli delle formiche e i testi calligrafici
- Acquerello o tempera: per le campiture viola della testa, il rosa del fondo, il giallo dell’aureola
- Calligrafia manuale: i testi sono scritti a mano dall’artista con uno stile che imita la scrittura popolare degli ex voto tradizionali
La resa grafica è volutamente naïf, con una semplicità esecutiva che richiama l’arte popolare e devozionale, ma con una consapevolezza compositiva e simbolica tipicamente contemporanea.
CONTESTO NELLA PRODUZIONE DELL’ARTISTADino Buzzati, noto principalmente come scrittore e giornalista, è stato anche un prolifico artista visivo.
La sua produzione pittorica si intensifica negli anni Sessanta e raggiunge una delle sue espressioni più originali nella serie degli ex voto, iniziata verso la fine degli anni Sessanta e proseguita fino alla morte nel 1972.
Questi lavori nascono dalla fascinazione di Buzzati per:
- La religiosità popolare delle sue montagne bellunesi
- L’arte ingenua e la sua carica emotiva diretta
- La possibilità di narrare attraverso testo e immagine insieme
- L’esplorazione delle paure e delle ossessioni contemporanee attraverso forme arcaiche
Il tema delle “formiche mentali” si ricollega alla costante attenzione di Buzzati per l’angoscia esistenziale, il tempo che consuma, la morte che rode l’esistenza, temi presenti in capolavori letterari come “Il deserto dei Tartari” e “Poema a fumetti“.
INTERPRETAZIONEL’opera può essere letta su diversi livelli:
La data “Polpet 1871” nell’ex voto crea un gioco temporale: l’opera è del 1971, esattamente un secolo dopo, suggerendo una continuità tra passato e presente, tra superstizione ottocentesca e nevrosi contemporanea.
FORTUNA CRITICAGli ex voto di Buzzati rappresentano uno dei contributi più originali dell’artista alla cultura visiva italiana del secondo Novecento.
Queste opere anticipano certe tendenze dell’arte contemporanea italiana, come il recupero dell’iconografia popolare, la mescolanza di testo e immagine, il dialogo tra tradizione e contemporaneità.
La critica ha riconosciuto in questi lavori non semplici curiosità accessorie alla produzione letteraria, ma opere autonome di grande valore espressivo, capaci di tradurre in forma visiva le stesse ossessioni che attraversano la narrativa buzzatiana.































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