Bottega di Giovanni Battista Pittoni (Venezia, 1687 – 1767)
Madonna che legge
Olio su tela, cm 55 x 43
Il dipinto Madonna che legge, attribuito alla bottega di Giovanni Battista Pittoni, si colloca pienamente entro il raffinato clima culturale del Rococò veneziano, di cui Pittoni fu uno dei protagonisti più autorevoli. L’opera raffigura la Vergine colta in un momento di intima meditazione: seduta, avvolta in un ampio manto azzurro, ella tiene tra le mani un piccolo libro di preghiere, mentre lo sguardo, abbassato e assorto, suggerisce una dimensione di raccoglimento silenzioso e di dolce spiritualità. L’opera si avvicina in modo stringente a numerosi dipinti autografi di Pittoni dedicati al medesimo soggetto mariano. In particolare, il confronto con la Madonna conservata alla Gemäldegalerie di Berlino evidenzia affinità nella tipologia del volto, nella dolce inclinazione del capo e nell’impostazione raccolta della figura. Analoghe consonanze si riscontrano con la Madonna che legge oggi in ubicazione ignota ma pubblicata nel catalogo della Fondazione Federico Zeri come opera autografa del pittore veneziano, così come con la Madonna conservata in una collezione privata genovese. In tutti questi esempi ricorre la medesima atmosfera sospesa, la stessa eleganza formale e una simile attenzione al dialogo tra colore e luce, elementi che suggeriscono una stretta dipendenza dal modello ideato dal maestro. Dal punto di vista storico-artistico, la realizzazione del dipinto può essere collocata nell’ambito della bottega pittoniana, quando, intorno agli anni Venti del Settecento, la personalità dell’artista si era ormai definita con chiarezza. Formatosi sotto la guida del padre Francesco Pittoni, Giovanni Battista seppe sviluppare un linguaggio autonomo, capace di coniugare monumentalità e grazia, come dimostrano sia i grandi cicli decorativi – tra cui il Martirio di san Tommaso per San Stae e le tele dei Tombeaux des Princes – sia le composizioni devozionali di formato più raccolto, destinate a una fruizione privata e contemplativa. In questa Madonna che legge, la bottega di Pittoni recepisce e rielabora con grande fedeltà il lessico del maestro, restituendo un’immagine di intensa dolcezza e di alta qualità formale. Il dipinto si configura così come una testimonianza significativa della fortuna e della diffusione dei modelli pittoniani, nonché della capacità della sua bottega di tradurre in opere coerenti e raffinate l’inconfondibile poetica del Rococò veneziano.


































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