Ebe che disseta Giove sotto forma di aquila, Natale Schiavoni (1777-1858), XIX secolo
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Ebe che disseta Giove sotto forma di aquila, Natale Schiavoni (1777-1858), XIX secolo

Artista: Natale Schiavoni (chioggia 1777 - Venezia 1858)
Il bel dipinto raffigurante "Ebe che disseta Giove sotto forma di aquila" costituisce una delle testimonianze più emblematiche dell’arte di Natale schiavoni, artista di spicco della prima metà dell’Ottocento, un periodo in cui le istanze del Neoclassicismo canoviano iniziarono a fondersi con una sensibilità più morbida e atmosferica, preludio al gusto del Romanticismo. Natale Schiavoni (Chioggia 1777 - Venezia 1858) celebrato dai contemporanei come il "pittore delle grazie", ha saputo esprimere in questa tela una profonda comprensione dei canoni estetici che dominavano le corti europee, da Vienna a Milano. Il dipinto si presenta come una visione eterea: la Dea della Giovinezza è ritratta in una posa elegante, emergendo da un fondo di nubi soffuse che richiamano la lezione dei grandi maestri del Cinquecento veneto. Indossa una veste bianca di foggia classica che cade in pieghe fluide e trasparenti, descritte con una maestria che rivela la capacità dell'artista di rendere le consistenze materiche dei tessuti attraverso sapienti pennellate. Il braccio destro della dea è sollevato in un gesto aggraziato mentre regge un'ampolla di cristallo, la cui trasparenza e i riflessi luminosi sono resi con grande maestria: con la mano sinistra, porge una ciotola dorata all'aquila, la quale, con le ali parzialmente schiuse e il piumaggio bruno descritto con minuzia naturalistica, si china a bere l’ambrosia, nettare divino. La luce della scena pare emanare dal corpo stesso della dea, accentuandone la natura divina e ideale. Il soggetto iconografico scelto da Schiavoni è tra i più celebri della mitologia classica e godette di una fortuna ininterrotta dal Rinascimento fino al pieno Ottocento: Ebe, figlia di Zeus ed Era, è la personificazione della Giovinezza, ed il suo ruolo primario nell’olimpo era quello di coppiera degli dei, incaricata di distribuire il nettare e l'ambrosia che garantivano l'immortalità agli abitanti del cielo. Nel dipinto, l'atto di dissetare l'aquila assume un valore profondamente simbolico: l'aquila non è solo un attributo di Giove, ma è il dio stesso che riceve il nutrimento vitale dalla giovinezza personificata. Oltre alla narrazione mitologica, il dipinto è denso di significati allegorici che riflettono la cultura della Restaurazione: in un’Europa che cercava di ritrovare l’ordine dopo le tempeste napoleoniche, la figura di Ebe divenne il simbolo del ritorno alla purezza e alla stabilità. Durante questo periodo, il ritratto allegorico in veste di Ebe divenne una vera e propria moda tra le nobildonne, che amavano farsi identificare con la dea per nobilitare la propria immagine attraverso i valori di grazia e purezza e Natale Schiavoni intercettò magistralmente questa tendenza lungo tutta la sua carriera europea.

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15 000 €

Epoca: XIX secolo

Stile: Altro stile

Stato: Sato molto buono

Materiale: Olio su tela

Larghezza: 80

Altezza: 102

Riferimento (ID): 1730818

Disponibilità: Disponibile

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