Scultore d’oltralpe del XVII secolo, Rilievo ligneo con Crocifissione e Noli me tangere
Scultore d’oltralpe del XVII secolo
Rilievo ligneo con Crocifissione e Noli me tangere
Legno, cm 45,5 x 19 x 10
Quest’opera raffinata, racchiusa in una teca lignea con fronte in vetro che ne garantisce la conservazione e il carattere devozionale privato, rappresenta un pregevole esempio di micro-scultura nordeuropea del XVII secolo. Il manufatto si distingue per un’impaginazione verticale serrata e per la densità narrativa delle figure intagliate, che guidano l’osservatore attraverso i momenti culminanti della Passione e della Risurrezione di Cristo. Nella porzione superiore domina la scena del Calvario, dove la figura del Redentore svetta al centro, affiancata simmetricamente dalle croci dei due ladroni, tradizionalmente identificati come Disma, il buon ladrone che riconobbe la divinità di Gesù, e Gesta, colui che lo schernì. Al di sotto della croce centrale, il dramma sacro si popola di testimoni fondamentali: la Vergine Maria, colta in un atteggiamento di profondo raccoglimento e dolore, e l’evangelista Giovanni, che con la sua presenza incarna la fedeltà e il supporto alla Madre. Accanto a loro spicca la figura dinamica di un cavaliere, iconograficamente identificabile nel centurione romano Longino. Secondo la tradizione agiografica, fu lui a trafiggere il costato di Cristo con la lancia per accertarne la morte; colpito dal sangue e dall'acqua sgorgati dalla ferita, egli si convertì esclamando la natura divina dell'uomo appena spirato, divenendo così un simbolo di fede immediata e redenzione. La composizione scende poi verso una base architettonica più complessa dove si svolge l'episodio del Noli me tangere, ambientato in un giardino all'alba della Risurrezione. Qui, Maria Maddalena, recatasi al sepolcro, incontra il Cristo Risorto ma inizialmente non lo riconosce, scambiandolo per il custode del giardino. Questo malinteso iconografico è sottolineato dal dettaglio della pala che Gesù stringe tra le mani, attributo che ne definisce visivamente il ruolo di "ortolano mistico" che coltiva le anime. Quando ella finalmente lo identifica e tenta di avvicinarsi, Cristo la ferma con la celebre frase latina che dà il nome alla scena, ammonendola di non trattenerlo poiché non è ancora asceso al Padre. La perizia tecnica dello scultore nordeuropeo emerge nella gestione dei volumi in uno spazio così ridotto, capace di far dialogare la tragicità della morte sul Golgota con la speranza luminosa della Pasqua, racchiudendo l'intero ciclo della salvezza in un oggetto di raffinato artigianato e profonda spiritualità.
Epoca: XVII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Intarsio in legno
Larghezza: 19
Altezza: 45,5
Profondità: 10
Riferimento (ID): 1740016
Disponibilità: Disponibile

































