Pittore fiammingo, fine XVII secolo, Paesaggio con pastore e cascatella

Pittore fiammingo, fine XVII secolo, Paesaggio con pastore e cascatella
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Descrizione dell’oggetto d’antiquariato :

"Pittore fiammingo, fine XVII secolo, Paesaggio con pastore e cascatella"

Pittore fiammingo, fine XVII secolo

Paesaggio con pastore e cascatella

Olio su tela, cm 61 x 97,5

Con la cornice, cm 78 x 114


Il dipinto raffigura un ampio paesaggio naturale concepito come vero protagonista della composizione, secondo una sensibilità tipica della tradizione fiamminga romanizzata tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. L’occhio dello spettatore è guidato attraverso una costruzione spaziale articolata in profondità, organizzata secondo il principio delle “quinte naturali”: sulla sinistra una massa arborea scura e compatta funge da elemento di chiusura, mentre sulla destra l’imponente formazione rocciosa, animata dalla cascata e dal torrente, crea un contrappunto scenografico che incornicia l’apertura centrale della piccola valle. Questo impianto compositivo, chiaramente derivato dai modelli elaborati da Paul Bril e dalla sua bottega, ordina la natura in modo armonico e leggibile. Il paesaggio si articola in due registri principali: quello montano e roccioso sulla destra, dominato dalla cascata, e quello più dolce e boschivo sulla sinistra, con ampie zone verdi che degradano verso il fondo. La cascata non è resa come trascrizione puntuale di un dato naturale, ma come un vero e proprio effetto scenografico, un motivo ricorrente nei paesaggi italianizzanti nordici, spesso ispirati a vedute ideali dell’Italia centrale. All’interno di questa vasta cornice naturale si inserisce, in posizione apparentemente marginale ma semanticamente centrale, una piccola figura di pastore. L’uomo, intento a far pascolare il bestiame, è raffigurato mentre si inginocchia in atteggiamento di preghiera, rivolgendosi verso una fonte di luce non direttamente visibile allo spettatore. La scena non racconta un episodio preciso, né rimanda a un santo identificabile o a un personaggio biblico riconoscibile. Al contrario, il pastore assume il valore di un “uomo universale”, un homo rusticus che incarna una pietà spontanea e naturale. La preghiera, in questo contesto, non ha funzione narrativa ma simbolica: non descrive un evento, bensì suggerisce un atteggiamento, uno stato interiore. Questa scelta iconografica consente una pluralità di letture. Da un punto di vista cristiano, la figura inginocchiata allude alla presenza del divino nella creazione, alla possibilità di riconoscere Dio attraverso la contemplazione della natura. Sul piano morale, il gesto silenzioso del pastore richiama valori di umiltà e raccoglimento, privi di ogni retorica. In una prospettiva più ampia, quasi filosofica, l’immagine suggerisce un’armonia cosmica, un equilibrio tra l’uomo e il mondo naturale che lo circonda. Per queste caratteristiche, l’opera si colloca coerentemente nel filone del paesaggio fiammingo italianizzante tra la fine del Seicento e il primo Settecento, probabilmente come lavoro di un seguace tardivo di modelli seicenteschi, destinato a un pubblico colto. Quadri di questo tipo erano particolarmente apprezzati da collezionisti privati e trovavano una collocazione ideale in studioli, gabinetti o spazi dedicati alla meditazione, dove il paesaggio, più che essere osservato, poteva essere contemplato come luogo mentale di silenzio, ordine e riflessione.

Prezzo: 3 600 €
Epoca: XVII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato

Materiale: Olio su tela
Larghezza: 97,5
Altezza: 61

Riferimento (ID): 1693536
Disponibilità: Disponibile
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