Giacinto Diano (attr.) (Pozzuoli, 1731 – Napoli, 1803)
Santo Vescovo in adorazione del Santissimo Sacramento
Olio su Tela, cm 83 x 68
Con la cornice 94 x 79
La tela Santo Vescovo in adorazione del Santissimo Sacramento è attribuita alla bottega di Giacinto Diano, come suggeriscono con evidenza le soluzioni formali adottate nella resa delle nubi, nel cromatismo acceso e nella costruzione anatomica dei putti, elementi che trovano puntuali confronti nella produzione certa del maestro. Il dipinto raffigura un santo vescovo inginocchiato in atteggiamento di profonda devozione davanti al Santissimo Sacramento, collocato al centro della composizione entro un ostensorio a raggiera, sospeso tra le nubi e irradiato da una luce intensa che ne sottolinea il valore sacramentale e teologico. La figura del santo è rappresentata con le mani giunte e lo sguardo fisso e concentrato sull’Eucaristia. Il suo corpo emerge da una densa coltre di nubi, che funge da elemento di transizione tra la dimensione terrena e quella celeste, secondo una soluzione iconografica ampiamente diffusa nella pittura devozionale napoletana del XVIII secolo. Attorno all’ostensorio si dispongono angioletti immersi in una luminosità dorata e vibrante. Nella parte inferiore della composizione sono raffigurate anime sofferenti che emergono dalle le fiamme, chiaro riferimento al Purgatorio. I corpi, resi con accentuato realismo anatomico, assumono pose imploranti e si rivolgono verso l’alto, stabilendo un forte legame visivo e concettuale con la figura del santo e con il Santissimo Sacramento. Tale impianto iconografico sottolinea efficacemente il potere salvifico dell’Eucaristia e il ruolo mediatorio della Chiesa, incarnato dal santo vescovo, tra l’umanità sofferente e la misericordia divina. Dal punto di vista stilistico, il dipinto presenta un cromatismo caldo e avvolgente, un uso equilibrato del chiaroscuro e una pennellata fluida e controllata. Questi elementi rimandano alla persistenza della tradizione naturalistica e barocca nella pittura napoletana del XVIII secolo, in particolare nell’ambito della produzione devozionale destinata a chiese, confraternite e committenze religiose.




































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