Giovane picaro con cartiglio “Che ridere signori”, Olio su tela, XVIII secolo
Artista: Seguace Di Alessandro Magnasco Detto Il Lissandrino (savona 1654 - Torino 1709)
Curiosa e vivace scena di genere raffigurante un giovanein abiti da picaro, dal sorriso ironico e dall’espressione volutamentecanzonatoria, colto mentre mostra allo spettatore un oggetto dal carattereallusivo, appoggiato su un cartiglio recante la scritta “CHE RIDERE SIGNORI”.
L’abbigliamento, portato con ostentata spavalderia earricchito da elementi preziosi e teatrali, come la piuma sul cappello e lacatena dorata, trasforma il protagonista in una figura sospesa tra realtàpopolare e maschera della commedia dell’arte (Commedia dell’arte),richiamando quel gusto per il teatro, il doppio senso e la caricatura checaratterizzò la cultura figurativa tra Sei e Settecento.
L’opera si inserisce nella tradizione delle scene burleschee allusive sviluppatesi nell’ambito della pittura lombarda, in continuità con la lezione di Vincenzo Campi, Bartolomeo Passerotti e Annibale Carracci,artisti che introdussero nella pittura italiana una dimensione narrativa popolare, spesso giocata sul registro del doppio senso e della satira sociale. Particolarmente evidente è il rapporto iconografico con ilcelebre Che ridete son’agli di Alessandro Magnasco, del quale questacomposizione riprende l’impianto generale reinterpretandolo con una variantepiù esplicita e provocatoria.
In questa tipologia di dipinti, il sorriso, ilgesto e l’oggetto mostrato diventano strumenti di una sottile costruzionesimbolica, destinata non al pubblico popolare, ma a una cerchia colta diintenditori capaci di coglierne i riferimenti colti e teatrali.
La qualità pittorica, l’efficacia espressiva del volto e ilgusto per la caricatura elegante permettono di collocare il dipinto inprossimità della cerchia di Alessandro Magnasco.
Dimensioni:
96 x 80 cm (con cornice)
71 x 55,5 cm (senza cornice)
ULTERIORI INFORMAZIONI:
L'opera viene venduta corredata dacertificato di autenticità e garanzia.
Ci occupiamo e organizziamo iltrasporto delle opere acquistate, sia in Italia che all'estero, tramitecorrieri professionali e assicurati.
Nessun costo aggiuntivo nel casoin cui l’opera venga ritirata direttamente dall’acquirente in galleria.
Nel caso di spedizioni al di fuoridel territorio italiano sono stimati tempi di consegna di minimo 15 giorni, chepossono variare in funzione del permesso di esportazione.
È possibile visionare il benepresso la nostra galleria di Orzinuovi (BS), dove saremo lieti di accogliervi emostrarvi le nostre collezioni.
Siamo a vostra completadisposizione, anche telefonicamente, ai numeri:
+39 340 217 2217
+39 340 241 7919
SEGUICI SU INSTAGRAM: https://www.instagram.com/barbierifineart/
L’abbigliamento, portato con ostentata spavalderia earricchito da elementi preziosi e teatrali, come la piuma sul cappello e lacatena dorata, trasforma il protagonista in una figura sospesa tra realtàpopolare e maschera della commedia dell’arte (Commedia dell’arte),richiamando quel gusto per il teatro, il doppio senso e la caricatura checaratterizzò la cultura figurativa tra Sei e Settecento.
L’opera si inserisce nella tradizione delle scene burleschee allusive sviluppatesi nell’ambito della pittura lombarda, in continuità con la lezione di Vincenzo Campi, Bartolomeo Passerotti e Annibale Carracci,artisti che introdussero nella pittura italiana una dimensione narrativa popolare, spesso giocata sul registro del doppio senso e della satira sociale. Particolarmente evidente è il rapporto iconografico con ilcelebre Che ridete son’agli di Alessandro Magnasco, del quale questacomposizione riprende l’impianto generale reinterpretandolo con una variantepiù esplicita e provocatoria.
In questa tipologia di dipinti, il sorriso, ilgesto e l’oggetto mostrato diventano strumenti di una sottile costruzionesimbolica, destinata non al pubblico popolare, ma a una cerchia colta diintenditori capaci di coglierne i riferimenti colti e teatrali.
La qualità pittorica, l’efficacia espressiva del volto e ilgusto per la caricatura elegante permettono di collocare il dipinto inprossimità della cerchia di Alessandro Magnasco.
Dimensioni:
96 x 80 cm (con cornice)
71 x 55,5 cm (senza cornice)
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2 800 €
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 80
Altezza: 96
Riferimento (ID): 1751294
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa
































