Bottega di Leandro dal Ponte detto Leandro Bassano (1557 – 1622), Il mese di dicembre
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Bottega di Leandro dal Ponte detto Leandro Bassano (1557 – 1622), Il mese di dicembre

Bottega di Leandro dal Ponte detto Leandro Bassano (Bassano del Grappa, 1557 – Venezia, 1622)

Il mese di dicembre

Olio su tela, cm 96 x 139 – con cornice, cm 112 x 152

La tela Il mese di dicembre è una vivida testimonianza della cultura figurativa prodotta dalla bottega dei Bassano, la dinastia che ha segnato profondamente la pittura veneta tra il XVI e il XVII secolo. La tela illustra l’allegoria del mese di dicembre attraverso una narrazione corale e brulicante di vita, dove le attività agricole e domestiche diventano protagoniste assolute. In primo piano, l’attenzione è catturata dalla macellazione del maiale, rito fondamentale dell’economia contadina invernale, eseguito con un forte realismo che si ritrova nella resa delle carni e degli strumenti di lavoro. Intorno a questo fulcro narrativo si dispiegano altre scene quotidiane: una donna attenta alla cottura in un grande paiolo, figure intente alla preparazione dei cibi e un uomo sulla destra che lavora al banco, mentre lo sfondo rivela un paesaggio dominato da montagne innevate e alberi spogli, elementi che rimandano immediatamente al rigore della stagione fredda. Il dipinto si inserisce perfettamente nel solco della fortunata serie dei Mesi ideata da Jacopo Bassano e ampiamente replicata dai figli e dai collaboratori per soddisfare la crescente domanda del collezionismo internazionale. Il modello iconografico di riferimento per questa specifica composizione è rintracciabile nella tela autografa di Leandro Bassano conservata presso il Museo di Tula in Russia, di cui la nostra opera riprende con fedeltà la struttura spaziale e la disposizione delle figure. Ulteriori confronti possono essere istituiti con la versione presente nella Unicredit Art Collection, che pur presentando alcune varianti nei personaggi, condivide la medesima impostazione scenografica, e con la tela della scuola di Leandro custodita agli Uffizi di Firenze. Queste derivazioni testimoniano l’efficienza del sistema produttivo dei Bassano, capace di declinare il naturalismo di Jacopo attraverso la sensibilità più calligrafica e nitida di Leandro. L’attività della bottega dei Bassano ebbe origine con Francesco il Vecchio, ma fu Jacopo a elevare lo stile familiare verso vette di eccellenza europea, sintetizzando la lezione coloristica veneziana con un’osservazione analitica del dato naturale. Alla sua morte, i figli ereditarono un patrimonio di modelli e una tecnica consolidata. Leandro, in particolare, dopo essersi formato all’ombra del padre, si stabilì a Venezia nel 1592, divenendo uno dei ritrattisti più richiesti e partecipando ai prestigiosi cantieri di Palazzo Ducale. Il suo stile, pur radicato nella tradizione familiare, si distinse per una linea di contorno più marcata e una pennellata meno sfaldata rispetto a quella paterna, influenzata dal confronto con le opere di Tintoretto. In questo dipinto si percepisce chiaramente tale transizione: sebbene la composizione rispetti il gusto per la scena di genere tipico della bottega, la definizione dei volumi e la gestione delle luci, che tagliano l’oscurità invernale per far emergere i dettagli domestici, riflettono la maturità raggiunta da Leandro e dai suoi stretti collaboratori nell'interpretare il Barocco naturalistico.

5 400 €

Epoca: XVII secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Olio su tela

Larghezza: 139

Altezza: 96

Riferimento (ID): 1751341

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
Milano 20129, Italia

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