Scuola toscana, fine del XV secolo - inizio del XVI secolo, Cleopatra e l’aspide
Scuola toscana, fine del XV secolo - inizio del XVI secolo
Cleopatra e l’aspide
Olio su tavola, cm 32 x 24,5
Ritraendo la regina d’Egitto negli istanti fatali che precedono il suo suicidio, l’opera su tavola si inserisce con vigore nel fecondo solco della pittura toscana tra il crepuscolo del Quattrocento e l’alba del Cinquecento. La figura di Cleopatra emerge al centro della composizione con una solennità quasi statuaria, vestita di una tunica cinta in vita, che lascia scoperto un seno per permettere all'aspide, avvolto attorno al braccio destro, di compiere il gesto estremo. Il volto della sovrana, incorniciato da un velo rosato che scende dal capo per avvolgersi morbidamente attorno al collo, è rivolto verso l’alto in un’espressione di rassegnata malinconia, mentre la mano sinistra sollevata sembra accompagnare con un gesto teatrale l'ultimo respiro. Sullo sfondo, uno stilizzato paesaggio collinare si distende verso l'orizzonte con alcuni alberi e uno specchio d’acqua che riflette la luce chiara di un cielo terso, tipico delle ambientazioni centro-italiane del periodo. L’iconografia di Cleopatra godette di una buona fortuna nell’area senese e fiorentina tra la fine del XV e i primi anni del XVI secolo, venendo spesso interpretata come un esempio di virtù eroica e di orgoglio politico contro l'oppressore romano. Tale fortuna è testimoniata da versioni celebri realizzate da altri maestri attivi nello stesso giro d’anni, come quella di Domenico Beccafumi conservata nella Collezione Chigi Saracini o la redazione di Girolamo da Benvenuto oggi in collezione privata. Proprio con la produzione di Girolamo da Benvenuto e di suo padre, Benvenuto di Giovanni, la tavola in esame rivela le assonanze più stringenti, manifestando un'adesione stilistica ai modi della pittura senese di fine secolo. La resa dei panneggi appare infatti caratterizzata da un segno grafico netto, dove il panneggio si frastaglia in pieghe rigide, definite da ombreggiature decise che conferiscono ai volumi una consistenza plastica e incisiva. Queste peculiarità stilistiche trovano un riscontro diretto in opere cardine come la Natività di Benvenuto di Giovanni custodita nella Pinacoteca Crociani di Montepulciano, dove la durezza delle vesti e la definizione dei contorni seguono una grammatica formale analoga. Allo stesso modo, la tavola raffigurante Ercole al bivio di Girolamo di Benvenuto, attualmente al Museum of Fine Arts di Boston, offre un confronto calzante per la fisionomia del volto e per la particolare costruzione del paesaggio, confermando l'appartenenza del dipinto a un clima culturale che fonde il rigore del tardo Quattrocento con le nuove istanze narrative del secolo nascente.
Epoca: XVI secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Dipinto ad olio su legno
Larghezza: 24,5
Altezza: 32
Riferimento (ID): 1752965
Disponibilità: Disponibile


































