Francesco Gonin (Torino, 16 dicembre 1808 – Giaveno, 14 settembre 1889), attr., Pietro Rossi
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Francesco Gonin (Torino, 16 dicembre 1808 – Giaveno, 14 settembre 1889), attr., Pietro Rossi

Francesco Gonin (Torino, 16 dicembre 1808 – Giaveno, 14 settembre 1889), attr.

Pietro Rossi viene invitato a prendere il comando dell'armata veneziana per combattere contro gli Scaligeri

olio su tela, cm 50 x 64 – con cornice, cm 66 x 81

Il dipinto raffigura il momento in cui Pietro Rossi, signore di Parma, riceve l'invito della Repubblica di Venezia a porsi alla guida dell'esercito veneziano contro gli Scaligeri, mentre è ancora impegnato nella difesa di Pontremoli assediata dalle truppe veronesi. La scena, ambientata in un austero interno architettonico scandito da arcate e da un pavimento a scacchi, si costruisce attorno al gesto di un messo che trattiene il soldato e indica l’uscita del palazzo, mentre attorno al condottiero si affollano le figure femminili della sua famiglia, mogli e figlie, che con espressioni supplici tentano di trattenerlo dalla partenza. Il contrasto tra il richiamo del dovere pubblico e gli affetti privati è reso attraverso i volti intensi dei personaggi, illuminati da una luce calda che ne accentua il pathos, e attraverso i vividi costumi all’antica, memori della moda teatrale e letteraria del tempo. L'episodio, tratto dalla cronaca trecentesca ripresa dal Sismondi nella sua Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo e, più puntualmente, dall'Histoire de la République de Venise di Laugier, divenne un soggetto assai fortunato nella pittura risorgimentale, che vi riconosceva l'esaltazione del sacrificio individuale per la causa collettiva e l'accento posto sui sentimenti familiari come specchio delle virtù civili.

L'attribuzione a Francesco Gonin trova conferma in una serie di affinità stilistiche riscontrabili in altre sue opere. La resa dei volti, in particolare l'intensità patetica degli sguardi e la morbidezza chiaroscurale dei tratti, richiama da vicino il Paolo e Francesca, oggi in collezione privata, dove medesima è la capacità di condensare in un'espressione il conflitto interiore dei personaggi. Anche la Gertrude decide di farsi suora, pure di collezione privata, condivide con il nostro dipinto l'attenzione al gesto teatrale e alla composizione piramidale delle figure, oltre a un uso simile del panneggio bianco per isolare e mettere in risalto la figura femminile centrale. Nell'Eroica morte del carabiniere a cavallo Giovanni Battista Scapaccino si ritrova invece la medesima temperie patriottica, con la celebrazione di un episodio storico recente letto in chiave di sacrificio eroico, secondo un linguaggio figurativo affine a quello impiegato per Pietro Rossi. Infine, la sala con le personificazioni degli elementi nella stazione di Porta Nuova a Torino testimonia la solidità della resa architettonica e la padronanza prospettica degli ambienti, qualità che si riconoscono anche nell'impianto scenografico del dipinto in esame.

Francesco Gonin si formò all'Accademia di pittura e scultura di Torino, oggi Accademia Albertina, tra il 1820 e il 1828, allievo di Lorenzo Pécheux e Giovanni Battista Biscarra. Si specializzò in ritratti storici, paesaggi e scene di genere, affiancando all'attività pittorica quella di illustratore per opere letterarie. Collaborò con la bottega di Rodolfo Morgari, pittore e restauratore dei Palazzi Reali, e attorno al 1830 strinse amicizia con Massimo d'Azeglio, per il quale nel 1833 ridisegnò le illustrazioni dell'Ettore Fieramosca. Un soggiorno milanese del 1835 lo mise in contatto con Alessandro Manzoni, che gli affidò le illustrazioni dei Promessi Sposi pubblicate a dispense tra il 1839 e il 1842. Numerosi suoi ritratti e affreschi ornano le dimore sabaude, tra cui il Castello di Racconigi e Palazzo Reale a Torino, oltre a diverse chiese cittadine e alla stazione di Porta Nuova. Attraverso questa produzione, Gonin si colloca a pieno titolo nel filone della pittura risorgimentale italiana, capace di coniugare il rigore storico con la sensibilità romantica per gli affetti e per i valori patriottici, contribuendo così a diffondere, tramite immagini e illustrazioni, un immaginario condiviso della nascente identità nazionale.

3 600 €

Epoca: XIX secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Olio su tela

Larghezza: 64

Altezza: 50

Riferimento (ID): 1801991

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
Milano 20129, Italia

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Francesco Gonin (Torino, 16 dicembre 1808 – Giaveno, 14 settembre 1889), attr., Pietro Rossi
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