Roma, XVI secolo, Coppia di medaglioni con Nerone e Vespasiano
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Roma, XVI secolo, Coppia di medaglioni con Nerone e Vespasiano

Roma, XVI secolo

Coppia di medaglioni con Nerone e Vespasiano

(2) Marmo, cm diam. 17 – Cornice, cm diam. 26

Nell’antica Roma, nell’ambito dell’ambizioso programma di promozione dell’immagine imperiale, la ritrattistica ufficiale assunse un ruolo a dir poco determinante, rientrando in una vera e propria strategia di comunicazione politica. In epoca romana, infatti, i ritratti di uomini di Stato, e soprattutto degli imperatori, rispettavano specifiche indicazioni stilistiche, rientrando in una “campagna di comunicazione” a tutti gli effetti. In età flavia (69-96 d.C.), l’apparente incompatibilità fra la forte tradizione del ritratto veristico di stampo repubblicano e la tendenza neoellenistica di idealizzare il soggetto raffigurato, si risolse nella convivenza dei due diversi stili. I due medaglioni raffigurano di profilo i busti degli imperatori Nerone e Vespasiano, identificati dalle rispettive iscrizioni latine incise nella parte inferiore dei tondi: "NERO AVG" e "VESPAS AVG". L'inserimento dei ritratti all'interno di cornici circolari in legno modanato non solo ne esalta la plasticità e la lucentezza del marmo, ma riecheggia la struttura delle antiche monete e dei medaglioni celebrativi, i quali costituivano nel mondo romano il principale veicolo di propaganda politica e di affermazione del potere. Nel contesto del Cinquecento, la riproposizione di tali immagini non rispondeva a un mero intento decorativo o puramente archeologico, bensì si legava a un complesso sistema di comunicazione visiva e retorica. Possedere le effigi dei dodici Cesari, la cui tradizione biografica era stata codificata da Svetonio, significava per le corti rinascimentali rivendicare una continuità ideale con la grandezza morale, intellettuale e politica di Roma, offrendo al contempo modelli di virtù (o moniti contro il vizio) per il perfetto governante. L'analisi dei dettagli fisionomici rivela una profonda comprensione della specificità espressiva dell'arte classica, declinata secondo la sensibilità del XVI secolo. Nel tondo di Nerone, l'artista restituisce l'immagine dell'ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia attraverso i suoi tratti iconografici più celebri e standardizzati dalla tradizione: la capigliatura disposta in riccioli gonfi ed elaborati, fermata dalla corona d'alloro, e la tipica barba corta che incornicia la mascella e il mento, un espediente che storicamente l'imperatore adottò per sottolineare il proprio legame con la cultura greca e l'ellenismo. Il profilo, caratterizzato da un naso leggermente aquilino e da uno sguardo fiero ma severo, trasmette un'idea di giovanile ma teatrale maestosità. Al contrario, il rilievo adiacente propone il ritratto di Vespasiano, iniziatore della dinastia flavia, impostato su un registro espressivo diametralmente opposto. Qui la fisionomia abbandona l'idealizzazione tardo-ellenistica per abbracciare il crudo realismo della tradizione repubblicana e flavia, volto a comunicare le virtù della firmitas e della frugalitas. Il profilo di Vespasiano mostra i segni evidenti dell'età e del carattere fermo dell'uomo d'armi: la fronte segnata da rughe profonde, l'attaccatura dei capelli più alta e diradata sotto la corona d'alloro, il naso marcatamente pronunciato e le labbra sottili e serrate che accentuano la fermezza del mento e la plasticità delle guance. Attraverso questa accurata differenziazione fisionomica, lo scultore cinquecentesco non si limita a copiare i modelli antichi, ma ne riattiva la valenza comunicativa originaria, contrapponendo la ricercata e talvolta ambigua sofisticatezza della stirpe giulio-claudia alla solida, pragmatica e rassicurante autorevolezza del restauratore dello Stato dopo le guerre civili. L'uso sapiente del bassorilievo, che gioca con minime variazioni di spessore per suggerire la profondità dei tessuti cutanei, delle capigliature e dei nastri della corona che ricadono sul collo, dimostra l'elevata perizia tecnica dell'officina esecutrice e la capacità di trasformare il marmo in un sofisticato manifesto di filosofia politica ed estetica umanistica

3 600 €

Epoca: XVI secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Marmo

Diametro: 17

Riferimento (ID): 1817215

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
Milano 20129, Italia

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