Coppia di angeli genuflessi in terracotta policroma. Firenze, primo quarto del XVI secolo.
Coppia di angeli genuflessi in terracotta policroma. Firenze, primo quarto del XVI secolo.-photo-2
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Coppia di angeli genuflessi in terracotta policroma. Firenze, primo quarto del XVI secolo.

Artista: Attr. à Agnolo Di Polo De' Vetri (firenze, 1470 – Arezzo, 1528)
La galleria Bompadre è orgogliosa di presentare questa spettacolare coppia di angeli reggi torcere genuflessi con policromia originale dipinta a freddo conservata quasi in toto che sono da riferire con un certo grado di sicurezza alla produzione devozionale del noto plasticatore fiorentino Agnolo di Polo de' Vetri.Artista ricordato dal Vasari nelle Vite (1568) accanto ai più illustri “discepoli” del Verrocchio - lo stesso Leonardo, Perugino, Francesco di Simone Ferrucci, Lorenzo di Credi -, seppure stigmatizzato in ragione delle sue qualità confluite talora in una produzione seriale e divulgativa: “fu suo allievo ancora Agnolo di Polo, che di terra lavorò molto praticamente, ed ha pieno la città di cose di sua mano; e se avesse voluto attender all’arte da senno, arebbe fatte cose bellissime”.

Queste inedite opere che qui presentiamo trovano riscontri puntuali e tangibili con le opere di Agnolo ed esprimono al meglio le qualità plastiche del maestro, incline a un’affabile sintesi espressiva con modi levigati e tondeggianti e che riprendono composizioni e modelli di angeli genuflessi tratti dalle plastiche di Andrea del Verrocchio suo maestro e riprese di artisti di quell'ambito come Sandro di Lorenzo detto Maestro dei bambini turbolenti (1483–1554)
E' possibile, dunque che tali angeli possano esser stati elaborati e prodotti, in forma anche seriale dall'artista fiorentino, che specialmente negli ultimi decenni si avvicinò stilisticamente e collaborò attivamente con Giovanni della Robbia e Benedetto Buglioni, nelle loro fucine ceramiste che produssero e diffusero gruppi scultorei ed apparati devozionali in ceramica invetriata in tutto il centro Italia, con qualche eccezione per quanto riguarda la rifinitura policroma, infatti, esistono terracotte uscite dalle loro botteghe eseguiti con pittura a freddo e non invetriate, come in questo caso.  Le nostre sculture sono in condizioni più che buone e non mostrano interventi di restauro mantenendo quasi totalmente la loro policromia originale, purtroppo le ali sono in gran parte perdute, ma si può percepirne la qualità di eecuzione e pittorica dagli elementi sopravvissuti. I fondi delle sculture sono stati riempiti di gesso da un vecchio collezionista per renderle più stabili, ma abbiamo constatato attraverso un foro che le sculturehannola cavità tipica delle sculture di questo periodo e dunque del tutto consone ad originali prototopi rinascimentali. Volendo si può far eseguire un intervento per rimuovere il gesso nei fondi.

Le misure di questi oggetti sono esculese le basi in velluto sono: 33 cm di lunghezza x 48cm.

Alleghiamo alla vendita certificato di autenticità.

Biografia: Agnolo, ‘figlio d’arte’ - il padre era formatore di maschere, il fratello incisore di pietre preziose e medaglista, il nonno aveva lavorato per le vetrate della Cattedrale, da cui il soprannome “de vetri” -, risulta documentato per la prima volta a Pistoia, dove nel 1495 modellò una statua della Maddalena per l’Ospedale della Morte (già New York, Metropolitan Museum, poi vendita Sotheby’s, febbraio 2013) e nel 1498 per la Sapienza una mezza figura del Redentore, oggi nel locale Museo Civico: genere nel quale fu particolarmente versato come testimoniano i numerosi busti consimili che gli si attribuiscono (Firenze, Museo Horne; già New York, galleria Piero Corsini, etc.). Responsabile di svariati gruppi plastici (Dolenti, Pistoia, Spirito Santo; Sepoltura di Cristo, Firenze, San Salvatore al Monte; Pietà, Terranuova Bracciolini, S. Maria; etc.), come attesta nel 1514 una commissione pratese relativa a una perduta Pietà in terracotta dipinta, realizzò tra il 1500 e il 1516 diverse affollate scene della Passione di Cristo per il Sacro Monte di San Vivaldo a Montaione. I documenti, purtroppo perlopiù riferiti a opere perdute (Apostoli e altre figure per San Lorenzo in Mugello, 1512-14), ne confermano il consistente impegno nella statuaria fittile, anche di piccole dimensioni (sette statuette per il cuoco della Signoria fiorentina, 1525), confluito poco prima della morte nel monumentale altare della Cappella Spadari nella SS. Annunziata di Arezzo (1526-28). Attivo in prevalenza per una committenza attenta alle istanze della devozione popolare, in anni segnati dalla spiritualità rigorista del Savonarola, Agnolo fu l’efficace divulgatore di un’arte devota, espressa attraverso immagini in terracotta dipinta di notevole impatto per il loro naturalismo semplice, conciso ed un linguaggio conforme ai valori della tradizione, prossime alla pittura austera di Fra’ Bartolomeo e della ‘scuola di San Marco’ come pure alla plastica invetriata di Benedetto Buglioni e di Giovanni della Robbia, del quale fu collaboratore attestato nel 1517.
22 000 €

Epoca: XVI secolo

Stile: Alto periodo-Rinascimento-Luigi XIII

Stato: Sato molto buono

Materiale: Terracotta

Lunghezza: 33

Altezza: 48

Riferimento (ID): 1818109

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Piazza Giacomini,42
Foligno 06034, Italia

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Galleria Bompadre
Coppia di angeli genuflessi in terracotta policroma. Firenze, primo quarto del XVI secolo.
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