XVIII secolo, Scuola Piemontese, La Commedia dell'Arte sul Palco - Il Cantastorie
XVIII secolo, Scuola Piemontese
La Commedia dell'Arte sul Palco - Il Cantastorie
Olio su tela, cm 32 x 25 – con la cornice, cm 46 x 30
Queste due tele, nate dall’abile pennello di un maestro piemontese del XVIII secolo, offrono uno spaccato vivace e prezioso della vita popolare e dell'intrattenimento di strada nell'Italia del Settecento. Le opere si inseriscono nel fortunato filone della "pittura di genere", che a Torino e in Piemonte trovò i suoi massimi interpreti in Pietro. Domenico Olivero (1679–1755) e nel suo ideale continuatore Giovanni Michele Graneri (1708–1762). L'autore di queste tele dimostra di aver assimilato profondamente la lezione dei due maestri citati. Da Olivero eredita la capacità di orchestrare scene corali con figure minute ma caratterizzate con estrema precisione, quasi aneddotica. Da Graneri, invece, sembra mutuare un approccio più narrativo e a tratti satirico, oltre all'uso di una tavolozza cromatica che gioca sui contrasti tra le zone d'ombra e i colpi di luce che accendono le vesti dei protagonisti. Le scene sono ambientate in esterni urbani che ricordano le piazze o i sobborghi della Torino settecentesca, caratterizzati da architetture severe e torri merlate che fungono da quinte teatrali naturali. In questa tela viene raffigurato un momento tipico della diffusione delle notizie e dei racconti popolari: il Cantastorie. Un uomo, in piedi sulla destra, indica con una lunga bacchetta un tabellone suddiviso in vignette (un antenato del fumetto), che illustra visivamente la storia narrata o cantata. Accanto a lui, due musicisti — uno al violino e uno al violoncello — accompagnano la performance, attirando l'attenzione di un gruppo di passanti. La varietà delle vesti, dai nobili in scuro con ampi colletti bianchi ai popolani in abiti più semplici e colorati, riflette la capacità del teatro di strada di riunire classi sociali diverse. La seconda scena mostra un vero e proprio spettacolo teatrale allestito su un precario palco di legno rialzato. Qui i protagonisti sono le maschere della Commedia dell'Arte: si riconosce chiaramente un personaggio che ricorda Pulcinella (o una maschera affine come il Gianduja ante-litteram o una variante locale) con il tipico naso adunco, interagire con un uomo in costume scuro e un altro attore in abiti multicolori (Arlecchino). In basso, la folla assiste rapita; spicca in primo piano la figura di una donna che trattiene un bambino, un dettaglio che infonde realismo e tenerezza alla scena. Sulla sinistra, un tocco di vita quotidiana: un bambino gioca con un cagnolino, ignorando lo spettacolo ufficiale sul palco. Questi dipinti non sono solo pregevoli manufatti artistici, ma vere e proprie cronache visive. Il pittore piemontese riesce a catturare l'effimero del teatro di piazza, documentando non solo i costumi e gli strumenti musicali dell'epoca, ma anche il "sentire" comune. La pennellata è vibrante e materica, capace di rendere l'atmosfera polverosa e vivace delle fiere settecentesche. In conclusione, la coppia di tele rappresenta una significativa testimonianza della vitalità della pittura di genere in Piemonte, ponendosi come un ponte culturale tra l'osservazione acuta della realtà di Olivero e la narrazione teatrale e popolare di Graneri, celebrando il mondo dei commedianti come specchio della società del tempo.
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 25
Altezza: 32
Riferimento (ID): 1830636
Disponibilità: Disponibile






































