Seguace di François Boucher (Parigi, 1703 - 1770), Paesaggio con la buona ventura
Seguace di François Boucher (Parigi, 1703 - 1770)
Paesaggio con la buona ventura
Olio su tela, cm 112 x 75
La scena si apre su un paesaggio d’invenzione, reso con minuziosa cura del dettaglio: un fitto bosco dalle chiome trasparenti incornicia come una quinta teatrale la composizione, lasciando intravedere sulla destra uno squarcio di cielo chiaro e un paesaggio con architetture appena accennate. Sulla sinistra una fontana di gusto classicheggiante, in parte invasa dalla vegetazione, lascia sgorgare un getto d'acqua limpida; nella parte bassa della struttura si riconosce la figura di un drago in pietra. In primo piano, all'ombra del bosco, un piccolo gregge di pecore riposa accovacciato, mentre al centro tre figure vestite di tuniche all'antica compongono la scenetta della buona ventura: due giovani donne, avvolte in panneggi rosati e cangianti, ascoltano assorte le parole di un anziano mistico che sembra prevedere per loro il futuro. Alla destra dell'uomo, in basso, è poggiato un libro sulla cui copertina compare una mezzaluna, allusione al sapere astrologico e a un Oriente favoloso.
L'invenzione compositiva deriva da un'opera di François Boucher, divulgata dall'incisione di Pierre-Alexandre Aveline intitolata La Bonne Aventure, annunciata sul Mercure nell'aprile del 1738 e pubblicata a Parigi presso Huquier in coppia con il pendant Le Trébuchet (Trabucco) (due esemplari si trovano oggi al Louvre, provenienti dalla collezione Edmond de Rothschild). Rispetto alla stampa, dove comparivano altri personaggi sulla sinistra e due sculture all'antica con busti in pietra, il dipinto semplifica il racconto e concentra l'attenzione sul gruppo centrale, sostituendo quei busti con il drago della fontana. È il procedimento tipico della bottega, dove i modelli dipinti e incisi dal maestro venivano ripresi e variati secondo le richieste: la stessa composizione tornò presso i pittori del suo entourage, in primo luogo Jean-Baptiste Huet, di cui si conserva una versione al Castello di Culzean, in Scozia (National Trust for Scotland). Non è secondario che la tela sia in passato comparsa in asta con una cornice in legno e stucco decorata a motivi floreali: un dato che suggerisce una destinazione decorativa, verosimilmente come pannello inserito nel rivestimento di un salone, secondo l'uso settecentesco di integrare la pittura negli interni.
La tela testimonia la straordinaria fortuna dei modelli di Boucher, il cui repertorio pastorale, fatto di pastorelle, fontane in rovina, greggi e boschetti, fu diffuso capillarmente dalle stampe fino a divenire patrimonio comune. Attraverso le incisioni quelle invenzioni passarono non solo nella pittura francese ed europea della seconda metà del Settecento, ma anche nelle arti decorative: porcellane, arazzi, carte dipinte, boiseries e soprattutto le toiles de Jouy, per le quali lo stesso Huet disegnò molti motivi. Il gusto per queste scene galanti e arcadiche attraversò tutto l'Ottocento, alimentato dalla riscoperta del Rococò e dal collezionismo storicista, garantendo a simili tele una presenza costante negli interni europei.
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 75
Altezza: 112
Riferimento (ID): 1847532
Disponibilità: Disponibile





































