Francesco Somaini (Lomazzo 1926 - Como 2005), Discesa dello Spirito Santo, 1969
Francesco Somaini (Lomazzo 1926 - Como 2005)
Discesa dello Spirito Santo, 1969
Bozzetto in bronzo, cm 120
Firmata in basso al centro
Modello per la facciata della chiesa di Santo Spirito a Bergamo
Autentica della Fondazione Francesco Somaini scultore
Francesco Somaini (1926–2005) occupa una posizione di preminente rilievo nel panorama della scultura internazionale del secondo Novecento, distinguendosi per una ricerca plastica capace di coniugare l’irruenza dell’Informale con una rigorosa riflessione sulla monumentalità e sul rapporto tra corpo scultoreo e spazio urbano. Formatosi all’Accademia di Brera sotto la guida di Giacomo Manzù e laureatosi in Giurisprudenza, l’artista maturò precocemente un distacco dal figurativismo tradizionale per approdare a un linguaggio dove la materia è intesa come luogo di evento e di lacerazione esistenziale.
Il fulcro della produzione di Somaini risiede nel suo incessante "corpo a corpo" con i materiali: dal bronzo al ferro, dal piombo fino alle sperimentazioni su marmi e pietre. Negli anni Cinquanta, la sua adesione alle istanze del Movimento Nucleare e dell'Informale si tradusse in una serie di opere — tra cui spiccano i celebri Martìri e Feriti — in cui la forma sembra generarsi da una deflagrazione interna. Le superfici sono tormentate da squarci e cavità che evocano il trauma collettivo del dopoguerra, trasformando la scultura in una testimonianza tangibile di sofferenza e forza vitale. A partire dagli anni Sessanta, l’artista introdusse una rivoluzionaria innovazione tecnica: l'uso del getto di sabbia a forte pressione per la scolpitura. Questo metodo gli permise di operare per erosione, creando contrasti plastici tra la levigatezza del piano e la rugosità dei recessi scavati, quasi che la pietra venisse consumata da un agente naturale implacabile. In questa fase, il tema della metamorfosi diviene centrale: il corpo organico si fonde con geometrie quasi architettoniche, preludio alla grande stagione della maturità dedicata alla scultura "urbana".
Negli ultimi decenni della sua attività, Somaini superò la concezione dell'opera come oggetto isolato per abbracciare una dimensione ambientale. Attraverso i concetti di "Traccia" e di "Anamorfosi", egli teorizzò una scultura capace di dialogare organicamente con l'architettura e il tessuto cittadino. Le sue opere monumentali, presenti in metropoli come Milano, Bergamo e New York, non si limitano a occupare uno spazio, ma intendono ridefinirlo, agendo come impronte storiche che interrogano il paesaggio circostante. Oggi, la fortuna critica di Somaini è suggellata dalla presenza delle sue opere nelle più prestigiose istituzioni museali del mondo, dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi.
L'opera presentata costituisce un importante tassello della produzione monumentale di Francesco Somaini: si tratta del modello per la facciata della Chiesa dello Spirito Santo a Bergamo, commissionato all'artista nella seconda metà degli anni Sessanta e inaugurato nel 1972. Con questi bozzetti, l’artista vinse il concorso pubblico per la decorazione della chiesa, importante luogo sacro bergamasco che custodisce opere del Lotto, del Bergognone e del Previtali.
Questo modello documenta la genesi inventiva dell'autore, il quale realizzò alcuni bozzetti preparatori; uno di essi fu donato a Giovanni Paolo II, che in gioventù soggiornò proprio nella suddetta chiesa. Somaini sarebbe stato poi nominato dallo stesso Pontefice Accademico Ordinario della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon.
La scultura traduce il tema della Pentecoste raffigurando una colomba che scende in picchiata, lasciando una "scia" plastica che sfocia in un'esplosione di ali espanse. L'opera è stata progettata per fare da pendant alla pala del Bergognone del 1508, anch'essa dedicata alla Discesa dello Spirito Santo. Somaini trasforma qui il metallo in un evento energetico dove la luce reale, riflessa nella fenditura centrale, diviene metafora del divino e "traccia" visibile dell'invisibile. La composizione fonde così una solida base architettonica con la dinamicità del simbolo cristiano, instaurando un dialogo serrato tra arte antica e contemporanea.
Epoca: XX secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Bronzo
Altezza: 120
Riferimento (ID): 1842188
Disponibilità: Disponibile






































