Scuola emiliana, XVII secolo, Cristo incoronato di spine
Scuola emiliana, XVII secolo
Cristo incoronato di spine
Olio su tela, cm 47 x 47
L'opera in esame raffigura una toccante ed intesa immagine del Cristo incoronato di spine (o Ecce Homo), riconducibile alla prolifica e raffinata produzione di ambito emiliano della metà del XVII secolo. La composizione si colloca con evidenza all'interno della fortunata tradizione iconografica inaugurata e resa immortale da Guido Reni, il cui prototipo d'invenzione è conservato presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, ma di cui si annoverano diverse varianti, come il noto esemplare custodito al Glasgow Museums Resource Centre. L'impostazione visiva è felicemente valorizzata da una raffinata soluzione prospettica e decorativa: la figura è inscritta all'interno di un ovale dipinto a finto rilievo dorato, a sua volta racchiuso entro una cornice quadrangolare intagliata con ricche volute, elementi fitomorfi e foglie d'acanto tipiche dell'intaglio ligneo seicentesco. L'autore dell'opera riprende con fedeltà ma con sensibile autonomia l'invenzione reniana del torso a mezzo busto e della testa ruotata di tre quarti e rivolta verso l'alto. Il Redentore alza gli occhi al Cielo in un gesto di profonda contemplazione, unendo la sofferenza terrena della Passione ad una dimensione di trascendente accettazione del sacrificio divino. Gli elementi distintivi del racconto evangelico sono resi con estrema cura misurata: la corona di spine intrecciata finemente tra i capelli, le sottili e acuminate cuspidi che trafiggono la fronte, la canna di bambù tenuta diagonalmente come fosse uno scettro derisorio e la veste rosacea che scivola sulla spalla lasciando scoperto il torso. Dal punto di vista strettamente stilistico, il dipinto rivela gli stilemi propri della pittura bolognese ed emiliana dell'epoca, bilanciando il verismo dei dettagli anatomici con l'ideale di bellezza classica e armoniosa diffuso dalla scuola dei Carracci e perfezionato dallo stesso Reni. La conduzione pittorica è morbida e fluida, mentre le velature di colore costruiscono la carnosità dell'incarnato con passaggi chiaroscurali delicati ma incisivi. La luce immanente si posa con pittura vibrante sui rilievi del viso, accendendo la barba e le ciocche mossa dei capelli e creando intorno al capo un alone luminoso e dorato che funge da aureola sottile. Destinato originariamente alla devozione privata e al collezionismo di alta commissione, questo dipinto testimonia l'ampiezza dell'eredità reniana nel corso del Seicento, configurandosi come un'interpretazione autografa di notevole qualità formale ed espressiva, capace di restituire intatta tutta la drammatica pietà del modello originale.
Epoca: XVII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 47
Altezza: 47
Riferimento (ID): 1834076
Disponibilità: Disponibile




































