Antonio Marinetti, detto il Chiozzotto (Chioggia, 1719 – Venezia, 1796), Quattro santi
Antonio Marinetti, detto il Chiozzotto (Chioggia, 22 gennaio 1719 – Venezia, 12 gennaio 1796)
Quattro Santi
(4) Olio su tela applicata su cartoncino, cm 11 x 9
Con cornice (1), cm 14 x 12,5
Quattro piccole tele a olio, applicate su cartoncino e immaginate come una serie di mezze figure, mostrano altrettanti santi della cerchia apostolica, riconoscibili grazie agli strumenti del loro martirio. Il personaggio dalla veste arancione, che stringe un coltello, è san Bartolomeo, scorticato vivo in Armenia; l'uomo che si posa la mano al petto e regge una spada è san Paolo, decapitato a Roma e spesso affiancato ai Dodici nei cicli pittorici, pur non facendone parte; lo sguardo rivolto verso l'alto, con le mani giunte e una lancia alle spalle, indica san Tommaso, trafitto a Mylapore, in India; infine la lama dentata che accompagna il quarto volto, dall'espressione dolente, è la sega di san Simone Zelota, il cui martirio per segagione è tramandato dalla Legenda Aurea.
Le fanno parte del catalogo di Antonio Marinetti, detto il Chiozzotto. Nato a Chioggia nel gennaio 1719 e battezzato nella parrocchia di Sant'Andrea, si trasferì a Venezia intorno alla metà del quarto decennio del Settecento, dove, secondo il primo biografo Anton Maria Longhi, fu il padre a introdurlo alla scuola di Giambattista Piazzetta. La sua abilità nell'imitare la maniera del maestro gli procurò presto commissioni autonome, a partire dai lavori per la chiesa di San Niccolò a Chioggia, spostati durante le spoliazioni napoleoniche nella chiesa di Sant'Andrea. Dedicatosi quasi esclusivamente al genere sacro, con pale d'altare e mezze figure di santi, il Chiozzotto servì una committenza piuttosto conservatrice e non modificò sensibilmente il proprio linguaggio nel tempo. Rispetto al modello piazzettesco, lo slancio si stempera in una semplificazione pittorica marcata: i chiaroscuri, molto accentuati, staccano le figure dal fondo scuro, i movimenti sono contenuti e le espressioni tendono al sentimentalismo, tratti che si riconoscono bene in questi santi dagli occhi lucidi e dagli incarnati accesi da tocchi rosati.
Il confronto più stringente è con il Ragazzo con la mela di Ca' Rezzonico, che condivide con i nostri dipinti la resa dei volti, la pennellata pastosa nelle vesti e il taglio ravvicinato della figura. Altrettanto utili sono i due busti di santi, San Gerolamo e San Giuseppe, conservati nell'oratorio dei Filippini a Chioggia, che offrono un riscontro tipologico diretto per l'impostazione a mezzo busto e per la caratterizzazione patetica dei personaggi. Non va poi dimenticato che Piazzetta aveva ideato una serie dedicata ai quattro evangelisti, oggi nota attraverso le incisioni di Marco Alvise Pitteri: è probabile che il più giovane allievo ne abbia tratto ispirazione per concepire una serie di figure isolate, destinate a essere osservate come un insieme.
La critica ha oscillato nel giudizio su questo pittore: lodato da Longhi nel 1762 e per tutto l'Ottocento, il Marinetti è stato in parte riabilitato da Donatella Tomasini nel 1983, che gli ha riconosciuto buone capacità e uno stile non originale ma coerente con il gusto del suo tempo. In questo senso, il gruppo qui considerato ben rappresenta la sua produzione devozionale di piccolo formato.
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 9
Altezza: 11
Riferimento (ID): 1837303
Disponibilità: Disponibile





































