Abraham van Diepenbeeck (1596 – 1675), Giove appare a Semele
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Abraham van Diepenbeeck (1596 – 1675), Giove appare a Semele

Abraham van Diepenbeeck (1596 – 1675)

Giove appare a Semele

Olio su tela, cm 60 x 83 – con cornice, cm 79 x 112

La scena immortala l'apparizione di Giove a Semele, uno dei momenti più drammatici e tragici della mitologia greco-romana, così come narrato principalmente da Ovidio nelle Metamorfosi. Nel dipinto si vede Semele adagiata su un letto, avvolta in un candido drappo bianco, colta nell'istante in cui il dio Giove le si manifesta, circondato da nubi infuocate e da fasci di luce che squarciano l'oscurità della stanza.

La vicenda mitologica racconta che Semele, figlia di Cadmo re di Tebe, divenne amante di Giove e rimase incinta di lui. Giunone, gelosa e furiosa per il tradimento del marito, si travestì da anziana nutrice e convinse Semele a chiedere al suo divino amante di mostrarsi a lei in tutto il suo splendore, così come appariva davanti a Giunone stessa. Giove, legato da un giuramento fatto sullo Stige che lo obbligava a esaudire qualsiasi richiesta di Semele, fu costretto a rivelarsi nella sua vera forma, circondato da lampi e tuoni. La potenza di questa manifestazione divina si rivelò fatale per la mortale, che fu incenerita dalla folgore. Giove riuscì tuttavia a salvare il figlio non ancora nato, cucendoselo nella coscia fino al momento della nascita: da questo evento nacque Dioniso, il dio del vino e dell'estasi.

L'autore dell'opera, Abraham van Diepenbeeck, fu un pittore fiammingo attivo nel Seicento, la cui formazione iniziò accanto al padre Jan Roelofszone van Diepenbeeck, dal quale apprese l'arte del vetro colorato. Dopo gli studi classici si trasferì ad Anversa tra il 1621 e il 1623, dove realizzò importanti vetrate, tra cui quelle per la cattedrale di Saint-Jacques, dedicate alle opere di misericordia, e quelle per la chiesa dei domenicani, incentrate sulla vita di San Paolo. Nel 1623 divenne allievo di Pieter Paul Rubens, sotto la cui influenza si formò stilisticamente in modo determinante. Nel 1636 ottenne la cittadinanza di Anversa e due anni dopo fu ammesso alla prestigiosa corporazione di San Luca, diventando poi direttore dell'accademia cittadina nel 1641. Dopo un viaggio in Italia, che ampliò ulteriormente il suo linguaggio pittorico, si dedicò con successo alla produzione di illustrazioni, tra cui i 59 disegni incisi da Cornelis Bloemaert. Compì inoltre un viaggio in Inghilterra durante il regno di Carlo I, dove realizzò i ritratti del Duca di Newcastle e della sua famiglia e illustrò un trattato di equitazione.

Proprio questo soggetto, l'apparizione di Giove a Semele, ebbe una fortuna incisoria notevole: fu infatti tradotto in incisione sia da Cornelis Bloemaert il giovane, incisore olandese legato all'ambiente fiammingo e collaboratore abituale di Van Diepenbeeck, sia, successivamente, da Bernard Picart in Francia nel corso del XVIII secolo, testimoniando la diffusione e l'apprezzamento duraturo di questa composizione presso il pubblico europeo colto dell'epoca, sempre attratto dai grandi temi della mitologia classica reinterpretati con sensibilità barocca.

4 600 €

Epoca: XVII secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Olio su tela

Larghezza: 83

Altezza: 60

Riferimento (ID): 1796999

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
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