Seguace di Giovanni Antonio Canal detto Canaletto
XIX secolo
Veduta di Venezia con il Bacino di San Marco, Palazzo Ducale e Punta della Dogana
Olio su tela, cm. 49×65
Entro cornice in legno dorato
Il dipinto raffigura una delle vedute più iconiche di Venezia: il Bacino di San Marco visto dalla Riva degli Schiavoni.
La composizione è costruita secondo i canoni classici del vedutismo settecentesco veneziano, con un equilibrio perfetto tra architettura, acqua e cielo.
In primo piano si sviluppa la vivace attività portuale con gondole e imbarcazioni da lavoro, tra cui spicca una caratteristica barca coperta (burchio).
Le figure umane, pur di piccole dimensioni, animano la scena con gesti quotidiani, conferendo vitalità alla rappresentazione.
Il lato destro della composizione è dominato dalla maestosa facciata gotica del Palazzo Ducale, illuminato da una calda luce dorata che ne esalta i dettagli architettonici: il porticato inferiore con le sue arcate, la loggia superiore e la decorazione marmorea con il caratteristico motivo a losanghe rosa e bianco.
Sullo sfondo, oltre le acque turchesi del bacino, si staglia la silhouette della Basilica di Santa Maria della Salute con la sua inconfondibile cupola, punto focale della veduta prospettica che guida lo sguardo verso la profondità della scena.
Il dipinto rivela chiaramente l’influenza della grande tradizione vedutista veneziana del XVIII secolo, in particolare quella di Giovanni Antonio Canal detto Canaletto.
L’artista dimostra:
- Un’accurata resa prospettica degli edifici
- Attenzione alla rappresentazione atmosferica con il cielo solcato da nubi bianche su fondo azzurro pallido
- Uso sapiente della luce che modella le architetture creando contrasti tra zone illuminate e zone in ombra
- Palette cromatica caratteristica con predominanza di toni caldi (ocra, rosa, oro) in contrasto con l’azzurro-verde dell’acqua
- Pennellata precisa ma meno minuziosa rispetto agli originali settecenteschi, tipica della produzione ottocentesca
Nella prima metà dell’Ottocento, Venezia continua ad essere meta privilegiata del Grand Tour e oggetto di un’intensa produzione vedutista.
Numerosi pittori locali proseguono la tradizione inaugurata da Canaletto e Francesco Guardi nel secolo precedente, producendo vedute per i viaggiatori stranieri che desideravano portare con sé un ricordo visivo della Serenissima.
Questi artisti, pur seguendo modelli consolidati e composizioni già ampiamente collaudate, adattano lo stile alle sensibilità romantiche dell’epoca, con una maggiore attenzione agli effetti atmosferici e luminosi.
Il soggetto rientra nella tipologia della “veduta di rappresentanza” veneziana, con il Palazzo Ducale che simboleggia il potere politico della Repubblica (ormai caduta nel 1797) e la Basilica della Salute che rappresenta la devozione religiosa della città.
La scelta di questo punto di vista privilegiato risponde al gusto del pubblico internazionale dell’epoca.




























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