Adriano Dalla Valentina, Vaso a murrine con Occhi di Pavone
Artista: Adriano Dalla Valentina
Adriano Dalla Valentina
(Murano 1945 – 2019)
Vaso a murrine con Occhi di Pavone
Corpo ovoidale con collo cilindrico realizzato in vetro soffiato a murrine policrome con inclusioni di foglia d’oro e avventurina; bordatura in vetro blu cobalto.
cm. 31x16x16
Murano, fine del XX secolo
Ottimo stato di conservazione
Il Maestro
Adriano Dalla Valentina nasce a Murano nel 1945, dove vive e lavora per tutta la vita.
Studia le materie prime e le tecniche antiche — filigrana e murrina — rinunciando alla scultura decorativa moderna e massiccia per il vetro leggero, sottile e delicato, personalizzando ogni opera con il proprio gusto.
A 24 anni apre una propria fornace indipendente, costruendo negli anni la reputazione di uno dei più grandi maestri muranesi, condividendo la propria esperienza con gli studenti dell’Istituto d’Arte di Venezia.
Le sue opere sono esposte nelle principali città europee, in musei giapponesi e gallerie d’arte negli Stati Uniti. Scomparso nel 2019, lascia una grande eredità nell’arte vetraria muranese.
La Teccnica della Murrina: Storia e Lavorazione
La lavorazione a murrine è una delle tecniche più antiche e affascinanti dell’arte vetraria, con radici che risalgono all’antichità romana.
Durante il Medioevo la tecnica si perse, ma venne poi ripresa verso la fine del XIX secolo presso la vetreria Salviati ad opera di Vincenzo Moretti.
Il processo è straordinariamente complesso.
Per formare una singola murrina a strati concentrici è necessario che nella fornace vi siano crogioli con vetro allo stato molle di colori diversi.
Un operaio preleva sulla punta di un’asta di ferro una piccola quantità di vetro dal primo crogiolo, passandola subito dopo a ricoprirla con dell’altro vetro prelevato da un secondo crogiolo e sovrapponendo così più strati di colori diversi fino a formare un cilindro del peso di cinque o sei chilogrammi.
Una volta reso il cilindro regolare, viene applicata una seconda asta di ferro e il pastone viene affidato ai “tiracanna”, che lo stirano portandolo al diametro programmato: si ottiene così una canna con disegni a cerchi concentrici.
Una volta raffreddate, le canne vengono tagliate con precisione in fettine: il risultato è la murrina. Il maestro vetraio adagia poi le murrine una ad una su una piastra calda per fonderle insieme all’oggetto realizzato, creando un vero e proprio mosaico.
Il Vaso “Occhi di Pavone”
Il vaso si presenta con un corpo ovoide ampio e generoso che si restringe in un collo cilindrico slanciato, coronato da un bordo in vetro blu cobalto lucido — dettaglio di grande eleganza cromatica visibile anche all’interno del vaso.
L’intera superficie esterna è ricoperta da una fitta tessitura di murrine “a occhio”, disposte in file regolari e ravvicinate che ricoprono il corpo come le squame di un prezioso essere fantastico.
Ogni singola murrina presenta una struttura concentrica — nucleo scuro, anello in foglia d’oro, corona esterna avorio/grigio — che evoca con straordinaria precisione la “ocellatura” della piuma di pavone, motivo di derivazione simbolista e déco.
La vista dall’alto rivela la struttura interna del vaso: un fondale azzurro cielo attraversato da murrine policrome — blu oltremare, giallo oro, avorio — disposte in spirale centrifuga, che crea un effetto caleidoscopico di rara bellezza.
Il fondo grigio-verde della superficie esterna, reso prezioso dalle inclusioni di avventurina dorata, trasforma la luce che lo colpisce in un riflesso cangiante, conferendo all’insieme una qualità quasi minerale.
Si tratta di uno degli esemplari più riusciti della produzione di Dalla Valentina, in cui la disciplina tecnica raggiunge una piena espressione poetica.
(Murano 1945 – 2019)
Vaso a murrine con Occhi di Pavone
Corpo ovoidale con collo cilindrico realizzato in vetro soffiato a murrine policrome con inclusioni di foglia d’oro e avventurina; bordatura in vetro blu cobalto.
cm. 31x16x16
Murano, fine del XX secolo
Ottimo stato di conservazione
Il Maestro
Adriano Dalla Valentina nasce a Murano nel 1945, dove vive e lavora per tutta la vita.
Studia le materie prime e le tecniche antiche — filigrana e murrina — rinunciando alla scultura decorativa moderna e massiccia per il vetro leggero, sottile e delicato, personalizzando ogni opera con il proprio gusto.
A 24 anni apre una propria fornace indipendente, costruendo negli anni la reputazione di uno dei più grandi maestri muranesi, condividendo la propria esperienza con gli studenti dell’Istituto d’Arte di Venezia.
Le sue opere sono esposte nelle principali città europee, in musei giapponesi e gallerie d’arte negli Stati Uniti. Scomparso nel 2019, lascia una grande eredità nell’arte vetraria muranese.
La Teccnica della Murrina: Storia e Lavorazione
La lavorazione a murrine è una delle tecniche più antiche e affascinanti dell’arte vetraria, con radici che risalgono all’antichità romana.
Durante il Medioevo la tecnica si perse, ma venne poi ripresa verso la fine del XIX secolo presso la vetreria Salviati ad opera di Vincenzo Moretti.
Il processo è straordinariamente complesso.
Per formare una singola murrina a strati concentrici è necessario che nella fornace vi siano crogioli con vetro allo stato molle di colori diversi.
Un operaio preleva sulla punta di un’asta di ferro una piccola quantità di vetro dal primo crogiolo, passandola subito dopo a ricoprirla con dell’altro vetro prelevato da un secondo crogiolo e sovrapponendo così più strati di colori diversi fino a formare un cilindro del peso di cinque o sei chilogrammi.
Una volta reso il cilindro regolare, viene applicata una seconda asta di ferro e il pastone viene affidato ai “tiracanna”, che lo stirano portandolo al diametro programmato: si ottiene così una canna con disegni a cerchi concentrici.
Una volta raffreddate, le canne vengono tagliate con precisione in fettine: il risultato è la murrina. Il maestro vetraio adagia poi le murrine una ad una su una piastra calda per fonderle insieme all’oggetto realizzato, creando un vero e proprio mosaico.
Il Vaso “Occhi di Pavone”
Il vaso si presenta con un corpo ovoide ampio e generoso che si restringe in un collo cilindrico slanciato, coronato da un bordo in vetro blu cobalto lucido — dettaglio di grande eleganza cromatica visibile anche all’interno del vaso.
L’intera superficie esterna è ricoperta da una fitta tessitura di murrine “a occhio”, disposte in file regolari e ravvicinate che ricoprono il corpo come le squame di un prezioso essere fantastico.
Ogni singola murrina presenta una struttura concentrica — nucleo scuro, anello in foglia d’oro, corona esterna avorio/grigio — che evoca con straordinaria precisione la “ocellatura” della piuma di pavone, motivo di derivazione simbolista e déco.
La vista dall’alto rivela la struttura interna del vaso: un fondale azzurro cielo attraversato da murrine policrome — blu oltremare, giallo oro, avorio — disposte in spirale centrifuga, che crea un effetto caleidoscopico di rara bellezza.
Il fondo grigio-verde della superficie esterna, reso prezioso dalle inclusioni di avventurina dorata, trasforma la luce che lo colpisce in un riflesso cangiante, conferendo all’insieme una qualità quasi minerale.
Si tratta di uno degli esemplari più riusciti della produzione di Dalla Valentina, in cui la disciplina tecnica raggiunge una piena espressione poetica.
500 €
Epoca: XX secolo
Stile: Altro stile
Stato: Sato molto buono
Materiale: Vetro
Diametro: 16 cm.
Altezza: 31 cm.
Riferimento (ID): 1723409
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa
































