Scuola emiliana della metà del XVII secolo, La Vergine riceve l’Eucarestia da San Giovanni
Scuola emiliana della metà del XVII secolo
La Vergine riceve l’Eucarestia da San Giovanni
Olio su tela, cm 95 x 72
Il dipinto in esame, un olio su tela ascrivibile alla scuola emiliana della metà del XVII secolo, mette in scena un momento di altissima densità spirituale e liturgica attraverso una composizione serrata e intimista, costruita su un sapiente dialogo di sguardi e gesti che si dipana in un’atmosfera notturna e soffusa. Al centro della rappresentazione, la Vergine Maria con il capo lievemente inclinato e lo sguardo abbassato verso la particola, mentre le mani incrociate sul petto sottolineano un gesto di accettazione e riverenza. Il suo tradizionale manto blu intenso si staglia nettamente contro il fondo scuro, incorniciando un volto dai lineamenti delicati e quasi porcellanati che emana una luce propria. Sulla sinistra, la figura di San Giovanni Evangelista, caratterizzata da una cromia calda data dal mantello rosso e dalla veste verde, porge l’ostia con gesti misurati e solenni, agendo come ponte tra l'umano e il divino. Ad assistere a questo rito sacro intervengono due figure di angioletti.
L'analisi del soggetto rivela una precisa volontà devozionale tipica della Controriforma, volta a esaltare il dogma del Corpus Domini attraverso un episodio che, pur non essendo riportato nei testi canonici, appartiene alla tradizione della vita di Maria dopo la Resurrezione. La scelta della "mezza figura" non è casuale, poiché permette allo spettatore di annullare ogni distanza spaziale e di partecipare emotivamente all'atto mistico, concentrando l'attenzione esclusivamente sull'ostia che diviene il fulcro luminoso dell'intera opera. Da un punto di vista storico-critico, la tela si inserisce perfettamente nel panorama artistico emiliano del pieno Seicento: in questa composizione è possibile rintracciare l'eredità della lezione carraccesca e reniana, visibile nella solidità formale delle figure e nella grazia quasi accademica dei volti, ma si avverte anche una persistente eco della morbidezza correggesca, percepibile nella delicatezza degli incarnati e nel modo in cui il chiaroscuro accarezza i volumi. Questo stile, definito spesso come classicismo barocco, evita le esasperazioni drammatiche del caravaggismo per prediligere una narrazione degli "affetti" composta e poetica, capace di trasformare il dogma teologico in una visione domestica e toccante. L'opera testimonia dunque la perizia tecnica delle botteghe bolognesi e parmensi del periodo, abili nel fondere rigore formale e intensità emotiva in un'immagine di straordinaria efficacia comunicativa.
Epoca: XVII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 72
Altezza: 95
Riferimento (ID): 1726381
Disponibilità: Disponibile





































