Bambino che dorme di Antonio Mancini XXsecolo
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Bambino che dorme di Antonio Mancini XXsecolo

Artista: Antonio Mancini
Nacque a Roma da Paolo, sarto di Narni, e Domenica Cinti, di Terni. Mostrò un talento artistico così precoce che a dodici anni fu ammesso all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studiò con Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Stanislao Lista. Fu anche amico intimo dello scultore Vincenzo Gemito, suo contemporaneo, con il quale condivise una giovinezza povera e difficile, tema che influenzò l'opera di entrambi. Nel 1877 si trasferì a Parigi per alcuni mesi, lavorando per i mercanti d'arte Adolphe Goupil e Hendrik Willem Mesdag. Lì conobbe Degas e Manet e strinse amicizia con Sargent, che lo considerava il miglior pittore vivente. Incontrò anche Ernest Meissonier e Jean-Léon Gérôme. [2] Soggiornò anche a Londra, su invito di Sargent, dove la sua pittura continuò ad avere successo. Tornò a Napoli, poi partì per Parigi nel 1877. Nel 1878, fece ritorno a Napoli, afflitto da una malattia e da gravi episodi di depressione che, nel 1879, lo portarono al ricovero in un sanatorio fino al 1883, quando decise di stabilirsi definitivamente a Roma, dove poteva contare anche sul sostegno finanziario dei suoi amici artisti. A Roma conobbe Aurélia, che, oltre a posare per lui, divenne la sua compagna di vita. Nel 1885, firmò un contratto con il mecenate olandese Mesdag, che gli inviava regolarmente denaro in cambio di dipinti e disegni (circa 150 opere), che il mercante teneva per sé (ora sono esposte nel museo che porta il suo nome) e vendeva il resto. Tra il 1901 e il 1902, soggiornò in Inghilterra, dove dipinse ritratti dell'alta società, incoraggiato dal pittore americano John Singer Sargent. Tra il 1907 e il 1908 fece ritorno in Inghilterra e Irlanda. Firmò un contratto con il mercante d'arte Messinger (per il quale lavorò fino al 1911), poi con il mecenate e collezionista Fernand du Chêne de Vère, che lo accolse a Villa Jacobini (Casal Romito) a Frascati, dove rimase per undici anni, fino al 1918. Espose a Venezia nel 1914 e nel 1920, anno in cui la XXII Biennale gli dedicò una mostra personale. Nel 1928 espose al Castello Sforzesco di Milano e, nel 1929, fu ammesso all'Accademia Italiana. Abbracciò il fascismo e donò un autoritratto a Mussolini, che fu tentato di regalarlo a Hermann Göring in occasione del cinquantesimo compleanno del leader nazista, il 12 gennaio 1943 (il genero Ciano lo dissuase). Morì a Roma nel 1930 ed è sepolto nella navata destra della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio sul colle Aventino.

Il dipinto su carta, raffigurante un bambino addormentato ed eseguito con una tecnica che combina carboncino e pastello, presenta piccole lacerazioni lungo il bordo della carta (che non compromettono l'opera). Firmato nell'angolo inferiore destro, è accompagnato da un certificato dell'Archivio Mancini.
1 800 €

Epoca: XX secolo

Stile: Art Nouveau - Liberty

Stato: En l'etat

Larghezza: cm 42 avec cadre cm 48,5

Altezza: cm 30 abec cadre cm 37

Riferimento (ID): 1749875

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via Marte 4
Maccarese 54, Italia

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