Ermafrodito Dormiente Grande Scultura Neoclassica in Marmo
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Ermafrodito dormiente, grande scultura neoclassica in marmo bianco, Roma, inizio XIX secolo.
L'Ermafrodito dormiente è una scultura in marmo a grandezza naturale che raffigura Ermafrodito, figura della mitologia greca, figlio di Ermes e Afrodite.
Il giovane corpo giace dolcemente sul fianco destro, con il bacino leggermente sollevato e la gamba sinistra piegata, il piede sollevato. Le braccia sono incrociate sotto la testa, che vi poggia delicatamente. La figura è nuda, parzialmente coperta dal tessuto su cui poggia, che avvolge i polpacci. Il torso sembra ruotare nella direzione opposta al corpo, come se fosse addormentato inconsciamente, rivelando da un lato il volto e i glutei sinuosi, e dall'altro la natura ambigua del sesso maschile e dei seni.
Il modello originale è attribuito allo scultore greco Policlito: si ritiene che la versione ellenistica in bronzo del II secolo a.C. abbia dato origine a numerose copie antiche e moderne. Il primo esemplare fu scoperto nella basilica di Santa Maria della Vittoria a Roma nel 1608 e subito acquistato dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese, che lo aggiunse alla sua collezione.
Nel 1620, il restauro dell'opera fu affidato a Gian Lorenzo Bernini. Egli scolpì un materasso in marmo su cui poggia la figura, conferendole realismo e morbidezza, e incorporando il piede sinistro, trasformando così l'opera in un capolavoro barocco.
La scultura fu poi venduta all'inizio del XIX secolo dal principe Camillo II Borghese a Napoleone Bonaparte, suo cognato, che la donò al Louvre. Una seconda scultura, scoperta successivamente e appartenente alla Galleria Borghese, la sostituì nel 1807, quando quest'ultima lasciò la galleria. Fu restaurata nel 1774 dallo scultore Andrea Bergondi, che creò un letto composto da materasso e cuscino avvolti in un morbido drappeggio.
Questo soggetto ambiguo e misterioso affascinò viaggiatori, artisti e collezionisti tra il XVII e il XIX secolo, incarnando l'ideale classico che ispirò il Neoclassicismo. Durante il Grand Tour, i viaggiatori colti aspiravano a possedere le meraviglie dell'antichità romana. L'Ermafrodito fu tra i soggetti più frequentemente riprodotti: rare e grandi copie in marmo venivano create per i più ricchi e, soprattutto, copie di dimensioni minori (bronzi, calchi in gesso, alabastro) venivano riportate come souvenir di grande valore culturale.
Il nostro esemplare è una delle copie di maggiori dimensioni e risale agli inizi del XIX secolo. Di squisita bellezza, la sua esecuzione non trascura alcun dettaglio. Scolpito in marmo bianco di Carrara, poggia su una base in marmo Bardiglio.
Dimensioni:
L cm 68
P cm 32
H cm 25
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Epoca: XIX secolo
Stile: Impero - Consolato
Stato: Sato molto buono
Materiale: Marmo
Larghezza: 68
Altezza: 25
Profondità: 32
Riferimento (ID): 1756752
Disponibilità: Disponibile






































