Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-2
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-1
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-2
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-3
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-4
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-5
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-6
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-7
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale-photo-8

Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale

Carlo Antonio Procaccini (Bologna, 1571 – Milano? post 1628)

Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale

Olio su tavola, cm 38 x 57

Scheda Critica Prof. Alberto Crispo

L’olio su tavola Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale è opera di Carlo Antonio Procaccini, artista che seppe ritagliarsi un ruolo peculiare all’interno della celebre dinastia pittorica di origine bolognese. In questa tavola, l'episodio biblico viene inserito in un contesto naturale ricco e particolareggiato, dove un corso d’acqua scorre placido accanto a un mulino, mentre diverse piccole figure di contorno animano la scena rurale. Il soggetto trae origine dal Libro di Tobia: il giovane Tobiolo, inviato dal padre cieco a riscuotere un credito in una terra lontana, viene accompagnato e protetto dall'arcangelo Raffaele, il quale cela la propria identità divina sotto le spoglie del mortale Azaria. Il fulcro del racconto, qui evocato dal cammino dei due protagonisti lungo la riva, culmina nell'episodio del pesce catturato nel fiume Tigri. Seguendo le istruzioni dell'angelo, il giovane ne conserva le viscere per scopi taumaturgici; sarà proprio il fiele del pesce, una volta terminato il viaggio, a restituire miracolosamente la vista al genitore, suggellando il successo della missione guidata dalla Provvidenza. L'autore di questa tavola, Carlo Antonio Procaccini, nacque a Bologna nel 1571: formatosi sotto la guida del padre Ercole e accanto al fratello maggiore Camillo, si trasferì a Milano nel 1587 con la famiglia. La sua carriera prese una direzione specifica all'interno della bottega: mentre Camillo e il fratello minore Giulio Cesare si dedicavano con successo alla pittura di storia e alle grandi pale d'altare, Carlo Antonio si specializzò nei cosiddetti generi minori, ovvero la natura morta e il paesaggio con scene sacre o mitologiche. Questa scelta non fu casuale, ma fece parte di una precisa strategia familiare volta a dominare il mercato artistico milanese, coprendo ogni tipologia di committenza. La sua sensibilità lo portò a guardare con estremo interesse ai modelli nordeuropei, in particolare alle opere di Jan Brueghel e Paul Bril, le cui influenze si riflettono nella minuzia descrittiva e nell'atmosfera atmosferica dei suoi sfondi. L’attribuzione del dipinto al Procaccini trova solidi riscontri stilistici attraverso il confronto con altre opere certe della sua produzione. Si può citare il Riposo nella fuga in Egitto di collezione privata, dove si riscontrano figurine umane modellate con la medesima grafia e una concezione del paesaggio del tutto sovrapponibile. Allo stesso modo, il Battesimo di Cristo, anch’esso in collezione privata, mostra la stessa maestria nella resa dell’acqua, nella definizione dei cieli rannuvolati e nel delineare le esili sagome dei personaggi, elementi che tornano con coerenza nel Tobiolo qui analizzato.

Attivo in importanti cantieri come quello di Lainate e del Castello Visconti di San Vito a Somma Lombardo, Carlo Antonio collaborò spesso con i parenti eseguendo le parti paesistiche delle loro tele. La sua fama tra i collezionisti del tempo fu straordinaria, come dimostra la presenza costante dei suoi lavori nelle più prestigiose quadrerie lombarde e quella dei Savoia. Attraverso questo dipinto, emerge dunque la figura di un pittore capace di fondere la tradizione accademica emiliana con la nuova sensibilità naturalistica fiamminga, creando immagini di grande equilibrio e delicata poesia visiva.

12 000 €

Epoca: XVII secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Dipinto ad olio su legno

Larghezza: 57

Altezza: 38

Riferimento (ID): 1759816

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
Milano 20129, Italia

+39 02 29529057

Segui l’antiquario

CONTATTARE

Ricevi la nostra newsletter

Rimanete aggiornati su tutte le novità e gli oggetti d’antiquariato messi in vendita da professionisti antiquari, selezionati di volta, in volta con cura dal team di Proantic per la nostra newsletter

facebook
instagram

Ars Antiqua srl
Carlo Antonio Procaccini (1571 – 1628), Tobiolo e l’angelo in un paesaggio fluviale
1759816-main-6a05879f6651c.jpg

+39 02 29529057



*Un messaggio di conferma ti sarà inviato da info@proantic.com.
Controlla la tua casella di posta elettronica, compresa la "Posta indesiderata".