Coppia di dipinto su vetro, Michele Antonio Milocco, Italia, XVIII secolo
Artista: Michele Antonio Milocco (turin, 1690 – Turin, 1772)
Michele Antonio
Milocco (Torino, 1690 – Torino, 1772)
Elia nutrito dai corvi e il Battesimo di Cristo
La pregevole coppia di dipinti è stata realizzata mediante pittura ad olio su vetro ed è presentata all’interno di specchiere di epoca Barocchetto, in legno finemente intagliato e dorato, risalenti alla metà del XVIII secolo e realizzate in Piemonte. Le due pitture raffigurano rispettivamente i soggetti biblici Elia nutrito dai corvi e il Battesimo di Cristo e stilisticamente possono essere attribuite al pittore torinese Michele Antonio Milocco (Torino, 1690 – Torino, 1772), che negli anni maturi affianca alla grande decorazione a fresco una produzione più raccolta, destinata alla devozione privata e agli interni nobiliari. La scelta del supporto vitreo, dall’effetto molto luminoso e prezioso, ben si sposa con il gusto rocaille delle cornici dorate, che incorniciano le scene come veri tesori da parete. La difficoltà della pittura su vetro è data dalla diversa scorrevolezza del pennello sulla liscia superfice vitrea, rispetto alla tela, e all’esecuzione che deve essere realizzata specularmente e dal verso. La pittura dunque risulta protetta dallo stesso vetro, che è inserito all’interno della cornice. L'episodio di Elia nutrito dai corvi è narrato nel Primo Libro dei Re, capitolo 17, versetti 1-7. Dopo aver annunciato al re Acab una lunga siccità, il profeta Elia riceve da Dio l'ordine di rifugiarsi presso il torrente Cherit, a oriente del Giordano. Dio promette a Elia che berrà acqua dal torrente e che i corvi, per suo comando, gli porteranno il cibo. Il profeta obbedisce e si stabilisce presso il torrente, ove ogni giorno, di mattina e di sera, riceverà pane e carne dai corvi. Nel dipinto con Elia, il pittore insiste sul momento della sospensione fiduciosa: il profeta, seduto sulla roccia, in abito rosso e manto chiaro che scopre una spalla, alza il braccio verso il corvo che gli reca il pane. Il paesaggio montuoso e stilizzato, con l’albero solitario e il cielo aperto, non cerca un naturalismo puntuale, ma un’atmosfera di deserto teatrale, funzionale al racconto. Qui si avverte chiaramente la mediazione di una fonte incisoria, che trova confronti con la stampa di Charles Grignion (1721–1810). Milocco la interpreta attraverso un segno più morbido e utilizzando una cromia calda, con contrasti netti, ed adattando il modello alle esigenze ottiche dell’olio su vetro. L'episodio del Battesimo di Cristo è narrato nei Vangeli sinottici di Marco (1,9-11), Matteo (3,13-17) e Luca (3,21-22). Gesù si recò dalla Galilea al fiume Giordano, dove Giovanni Battista predicava l'avvento del Regno di Dio e amministrava il battesimo per il perdono dei peccati. Appena battezzato, mentre Gesù usciva dall'acqua, si verificò una manifestazione della Trinità: i cieli si aprirono, lo Spirito Santo scese su di lui in forma di colomba, e si udì una voce dal cielo che proclamava: “Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Questo momento rappresenta la rivelazione pubblica di Gesù come Figlio di Dio. Nel dipinto del Milocco, l’ispirazione da un modello di Pierre Mignard è evidente nella costruzione piramidale della scena: Cristo al centro del fiume, leggermente inclinato in atto di ricevere l’acqua, san Giovanni sulla riva con il bastone crociato, il gruppo degli angeli inginocchiati a sinistra e, in alto, l’apertura celeste da cui discende la colomba dello Spirito Santo avvolta in un cono di luce. Pierre Mignard (Troyes 1612 – Parigi 1695), ritrattista e pittore di storia, fu chiamato a Parigi nel 1657 da Luigi XIV che lo fece lavorare a Versailles e, alla morte di Le Brun nel 1690, lo nominò primo pittore del Re. Nel 1666 dipinge, per il maestoso altare maggiore della chiesa di Saint-Jean-au-Marché di Troyes, dove era stato battezzato, un Battesimo di Cristo. Nel 1667-1668, Mignard realizza gli affreschi per le pareti della cappella dei fonti battesimali della chiesa di Saint-Eustache a Parigi, la chiesa più nobile e prestigiosa della capitale. Il pittore le decora con una copia del suo primo Battesimo di Cristo e con una Circoncisione, in pendant. [...] il Battesimo di Cristo parigino fu ampiamente riprodotto dagli incisori, tra cui quella qui proposta stampata da Nicolas Bazin e scelta quale fonte dal Milocco. [...] Letti insieme, i due soggetti delineano un percorso teologico non casuale. Da un lato Elia, il profeta nutrito miracolosamente nel deserto, emblema della fiducia assoluta nella Provvidenza; dall’altro il Battesimo, soglia della vita nuova in Cristo, momento in cui il cielo si apre e la voce divina riconosce il Figlio prediletto. Il filo che pare unire le due tavole è proprio l’azione di Dio: nel pane portato dal corvo e nell’acqua del Giordano che lava e consacra. In un contesto domestico o in una piccola cappella, per cui furono verosimilmente pensati i due dipinti, questo pendant poteva sostenere la meditazione sul nutrimento spirituale. Dal punto di vista stilistico, le opere, databili alla metà del Settecento, mostrano la qualità di una mano sicura: pur nei limiti imposti dal formato e dal supporto, il pittore controlla bene anatomie e panneggi, dosa il movimento senza eccessi e mantiene una certa eleganza di linee. Significativi appaiono i confronti con la produzione artistica di Michele Antonio Milocco (Torino, 1690 – Torino, 1772), [...] uno dei principali pittori piemontesi del Settecento, attivo soprattutto per la corte sabauda. [...]
Le opere oggetto di questo studio testimoniano un capitolo della sua produzione “da stanza”, che dimostra la circolazione di modelli francesi e inglesi in ambito piemontese e la capacità del pittore, con disinvolta abilità artistica, di tradurli in oggetti di devozione raffinati. I dipinti sono particolarmente decorativi e piacevoli, sia per la luminosità e l’intaglio delle cornici dorate che per la tavolozza cromatica utilizzata dal pittore, satura e vivace. In buono stato di conservazione, si segnala che il vetro dell’opera raffigurante sant’Elia è probabilmente stato ampliato per adattarsi al profilo della cornice e completato quindi pittoricamente in un secondo momento.
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Elia nutrito dai corvi e il Battesimo di Cristo
La pregevole coppia di dipinti è stata realizzata mediante pittura ad olio su vetro ed è presentata all’interno di specchiere di epoca Barocchetto, in legno finemente intagliato e dorato, risalenti alla metà del XVIII secolo e realizzate in Piemonte. Le due pitture raffigurano rispettivamente i soggetti biblici Elia nutrito dai corvi e il Battesimo di Cristo e stilisticamente possono essere attribuite al pittore torinese Michele Antonio Milocco (Torino, 1690 – Torino, 1772), che negli anni maturi affianca alla grande decorazione a fresco una produzione più raccolta, destinata alla devozione privata e agli interni nobiliari. La scelta del supporto vitreo, dall’effetto molto luminoso e prezioso, ben si sposa con il gusto rocaille delle cornici dorate, che incorniciano le scene come veri tesori da parete. La difficoltà della pittura su vetro è data dalla diversa scorrevolezza del pennello sulla liscia superfice vitrea, rispetto alla tela, e all’esecuzione che deve essere realizzata specularmente e dal verso. La pittura dunque risulta protetta dallo stesso vetro, che è inserito all’interno della cornice. L'episodio di Elia nutrito dai corvi è narrato nel Primo Libro dei Re, capitolo 17, versetti 1-7. Dopo aver annunciato al re Acab una lunga siccità, il profeta Elia riceve da Dio l'ordine di rifugiarsi presso il torrente Cherit, a oriente del Giordano. Dio promette a Elia che berrà acqua dal torrente e che i corvi, per suo comando, gli porteranno il cibo. Il profeta obbedisce e si stabilisce presso il torrente, ove ogni giorno, di mattina e di sera, riceverà pane e carne dai corvi. Nel dipinto con Elia, il pittore insiste sul momento della sospensione fiduciosa: il profeta, seduto sulla roccia, in abito rosso e manto chiaro che scopre una spalla, alza il braccio verso il corvo che gli reca il pane. Il paesaggio montuoso e stilizzato, con l’albero solitario e il cielo aperto, non cerca un naturalismo puntuale, ma un’atmosfera di deserto teatrale, funzionale al racconto. Qui si avverte chiaramente la mediazione di una fonte incisoria, che trova confronti con la stampa di Charles Grignion (1721–1810). Milocco la interpreta attraverso un segno più morbido e utilizzando una cromia calda, con contrasti netti, ed adattando il modello alle esigenze ottiche dell’olio su vetro. L'episodio del Battesimo di Cristo è narrato nei Vangeli sinottici di Marco (1,9-11), Matteo (3,13-17) e Luca (3,21-22). Gesù si recò dalla Galilea al fiume Giordano, dove Giovanni Battista predicava l'avvento del Regno di Dio e amministrava il battesimo per il perdono dei peccati. Appena battezzato, mentre Gesù usciva dall'acqua, si verificò una manifestazione della Trinità: i cieli si aprirono, lo Spirito Santo scese su di lui in forma di colomba, e si udì una voce dal cielo che proclamava: “Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Questo momento rappresenta la rivelazione pubblica di Gesù come Figlio di Dio. Nel dipinto del Milocco, l’ispirazione da un modello di Pierre Mignard è evidente nella costruzione piramidale della scena: Cristo al centro del fiume, leggermente inclinato in atto di ricevere l’acqua, san Giovanni sulla riva con il bastone crociato, il gruppo degli angeli inginocchiati a sinistra e, in alto, l’apertura celeste da cui discende la colomba dello Spirito Santo avvolta in un cono di luce. Pierre Mignard (Troyes 1612 – Parigi 1695), ritrattista e pittore di storia, fu chiamato a Parigi nel 1657 da Luigi XIV che lo fece lavorare a Versailles e, alla morte di Le Brun nel 1690, lo nominò primo pittore del Re. Nel 1666 dipinge, per il maestoso altare maggiore della chiesa di Saint-Jean-au-Marché di Troyes, dove era stato battezzato, un Battesimo di Cristo. Nel 1667-1668, Mignard realizza gli affreschi per le pareti della cappella dei fonti battesimali della chiesa di Saint-Eustache a Parigi, la chiesa più nobile e prestigiosa della capitale. Il pittore le decora con una copia del suo primo Battesimo di Cristo e con una Circoncisione, in pendant. [...] il Battesimo di Cristo parigino fu ampiamente riprodotto dagli incisori, tra cui quella qui proposta stampata da Nicolas Bazin e scelta quale fonte dal Milocco. [...] Letti insieme, i due soggetti delineano un percorso teologico non casuale. Da un lato Elia, il profeta nutrito miracolosamente nel deserto, emblema della fiducia assoluta nella Provvidenza; dall’altro il Battesimo, soglia della vita nuova in Cristo, momento in cui il cielo si apre e la voce divina riconosce il Figlio prediletto. Il filo che pare unire le due tavole è proprio l’azione di Dio: nel pane portato dal corvo e nell’acqua del Giordano che lava e consacra. In un contesto domestico o in una piccola cappella, per cui furono verosimilmente pensati i due dipinti, questo pendant poteva sostenere la meditazione sul nutrimento spirituale. Dal punto di vista stilistico, le opere, databili alla metà del Settecento, mostrano la qualità di una mano sicura: pur nei limiti imposti dal formato e dal supporto, il pittore controlla bene anatomie e panneggi, dosa il movimento senza eccessi e mantiene una certa eleganza di linee. Significativi appaiono i confronti con la produzione artistica di Michele Antonio Milocco (Torino, 1690 – Torino, 1772), [...] uno dei principali pittori piemontesi del Settecento, attivo soprattutto per la corte sabauda. [...]
Le opere oggetto di questo studio testimoniano un capitolo della sua produzione “da stanza”, che dimostra la circolazione di modelli francesi e inglesi in ambito piemontese e la capacità del pittore, con disinvolta abilità artistica, di tradurli in oggetti di devozione raffinati. I dipinti sono particolarmente decorativi e piacevoli, sia per la luminosità e l’intaglio delle cornici dorate che per la tavolozza cromatica utilizzata dal pittore, satura e vivace. In buono stato di conservazione, si segnala che il vetro dell’opera raffigurante sant’Elia è probabilmente stato ampliato per adattarsi al profilo della cornice e completato quindi pittoricamente in un secondo momento.
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12 500 €
Epoca: XVIII secolo
Stile: Luigi XV - Transizione
Stato: Buono stato
Materiale: Vetro
Larghezza: 37
Altezza: 51
Profondità: 9
Riferimento (ID): 1762601
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa






































