Giacinto Gimignani (1606 – 1681), attr., Salus Populi Romani con Sant’Antonio da Padova
Giacinto Gimignani (Pistoia 1606 – Roma 1681), attr.
Salus Populi Romani con Sant’Antonio da Padova
Olio su tela, cm 114 x 84,5
Con cornice, cm 117 x 88
L'opera presenta la Vergine col Bambino secondo lo schema dell'icona della Salus Populi Romani, immagine venerata nella basilica di Santa Maria Maggiore, qui affiancata da Sant'Antonio da Padova, riconoscibile dall'abito francescano e dal giglio che tiene in mano. La Madonna, avvolta in un manto blu bordato d'oro e raccolta entro un'aureola dorata a raggiera, sostiene il Bambino, vestito di una tunica chiara, che regge un libro e protende la mano destra verso il santo orante. L'iconografia della Salus Populi Romani affonda le radici nell'arte bizantina: la tavola conservata a Santa Maria Maggiore, secondo la tradizione attribuita a san Luca evangelista, mostra la Vergine a mezza figura con il Bambino in braccio, in una posa frontale e solenne che divenne modello per innumerevoli copie devozionali diffuse in tutta Europa, soprattutto a partire dalla Controriforma, quando la riproduzione di immagini sacre antiche fu incoraggiata come strumento di pietà popolare.
Giacinto Gimignani nacque a Pistoia nel 1606: allievo di Pietro da Cortona, fu attivo principalmente nell'ambiente romano, partecipando a importanti cantieri pittorici del tempo, con una parentesi fiorentina negli anni Cinquanta del Seicento. A partire dal quinto decennio del secolo la sua pittura, pur mantenendo un colorismo brillante, si orientò verso un classicismo più nitido e composto, sotto l'influsso di Poussin e dell'ambiente cortonesco, raggiungendo un equilibrio tra rigore formale e morbidezza cromatica.
L'attribuzione a Gimignani trova sostegno in una serie di confronti puntuali. La tela con San Luca che dipinge la Salus Populi Romani, oggi in collezione privata, dimostra quanto l'artista fosse familiare con questo specifico soggetto mariano, avendolo affrontato direttamente nella sua dimensione fondativa. Anche le decorazioni per la chiesa di San Silvestro al Quirinale, dove Gimignani raffigura San Pio V e il cardinale Alfonso Carafa in adorazione dell'icona della Madonna della Catena, confermano come il riuso pittorico di immagini sacre antiche fosse pratica diffusa nel suo repertorio, e come fosse comune, nella Roma del tempo, instaurare un dialogo fra iconografie venerande e linguaggio pittorico contemporaneo. Il profilo di Sant'Antonio in questo dipinto trova inoltre stretti raffronti fisionomici con i volti del dipinto Santi Stefano e Carlo Borromeo, oggi al Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca, e con le figure della Madonna del Rosario e Santi a Palazzo Rospigliosi di Pistoia, opere in cui ricorre lo stesso tipo di volto allungato, lo sguardo assorto e il taglio sottile delle sopracciglia. La Madonna di Oropa e Santi attesta ulteriormente la consuetudine di Gimignani con la citazione di immagini mariane storiche, in quel caso l'icona del celebre santuario piemontese, secondo un procedimento compositivo affine a quello qui impiegato. Va infine ricordata un'altra Salus Populi Romani attribuita a Gimignani, oggi conservata nella chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma, ulteriore testimonianza della frequenza con cui il pittore tornò su questo soggetto entro la sua produzione devozionale.
Epoca: XVII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 84,5
Altezza: 114
Riferimento (ID): 1779421
Disponibilità: Disponibile



































