Nudo di Wally Neuzil su divano rosso. Olio su tela cm.70x100. Espressionista austriaco 1915
Artista: Egon Schiele
Il dipinto ad olio su tela raffigurante Wally Neuzil nuda su un divano rosso, è un dipinto inedito attribuibile alla mano di un grande espressionista di superba forza pittorica, eseguito nel primissimo 900 da un Artista mitteleuropeo di inconfondibile energia e carattere. Il soggetto trasporta con immediatezza alle suggestioni vibranti espresse dal grande Egon Schiele, se pur non manifestandone la solita durezza. Questa opera trasuda l'intensa rassegnazione della modella, mentre l'energia del materico tratto pittorico risulta amalgamata ad una sensazione di vuoto con profonda devastante tristezza. Riteniamo che il pittore colga l'epilogo di un rapporto manifestato dagli ultimi rantoli di passione, ormai specchio di profondo sconforto. Sappiamo che Wally, modella e amante appassionata di Egon Schiele, nelle ultime sue lettere al pittore nel 1915 aveva risposto alle sue pressanti richieste , il quale desiderava rivederla, ma poichè fin quando lui era stato un uomo libero, lei sapeva di essere per lui la prima donna, la sua regina tra tutte, dopo il matrimonio di Egon con Edith, Wally gela la passione. Mai avrebbe sopportato il ruolo di "ruota di scorta" . Possiamo ritenere che Egon, già sposato con Edith, convince la sua musa ispiratrice, amante appassionata di sempre, a posare ancora una volta per un ultimo nudo e probabilmente per un ultimo rapporto. Wally è sdraiata sul divano, nell' abbandono del corpo, con la desolazione e l'amarezza nella conferma della morte di un grande amore. Nel dipinto si percepisce lo squallore di unlegame divenuto profondamente triste e definitivamente concluso. Il pittore immortala gli attimi devastanti per Wally catturandonde i profondi risvolti umani, nella espressione di quella donna ormai devastata e umiliata. Il dipinto assolutamente 'privato' non doveva essere visto da alcuno, ed il pittore non avrebbe mai potuto firmare e datare la prova del suo tradimento verso Edith. Ecco perchè questo dipinto sarebbe l'unico non firmato e datato dal pittore. La qualità pittorica del dipinto raffigurante Wally sul divano rosso, è talmente alta da non potersi riscontrare una possibile comparazione attributiva con altri pittori espressionisti e l'intensità della scena, sigilla la fine di un amore: L'ultimo probabile incontro della modella Wally Neuzil con il pittore Egon Schiele. Il dipinto fu mostrato in foto circa 25 anni addietro al Prof. Leopold per un'autentica tramite un rinomato mercante di arte belga. Il Professor Leopold si dimostrò caldamente interessato ad acquistare il dipinto che a quei tempi non era in vendita e si rifiutò di effettuarne una perizia scritta, trattenendo per se la fotografia. L'opera in origine fu acquistata dal proprietario a Roma circa 30 anni addietro e proviene dalla vendita di una anziana signora austriaca, la cui nonna era stata ballerina presso il teatro di Vienna.
(Opera corredata da certificato di libera esportazione).
Per una opera di tale percepibile importanza oggi, con le avanzatissime tecniche di laboratorio estremamente meticolose, si può stabilire, volendo, con assoluta certezza la paternità dell'Autore. Pigmenti, stesura delle pennellate, vernici usate, supporto pittorico, radiografie, rifletografia, datazione esatta del supporto sia della tela che del telaio.- Eppure se si chiede all' esperto accreditato del Pittore di effettuare una perizia attributiva, difficilmente si affiderà come supporto alle logiche prove del D.N.A. Sembrerebbe illogico e stupido, ma non pochi 'esperti' voglione essere lasciati liberi di decidere 'super partes', senza ritenere importante alcun coinvolgimento prospettato dalla avanzata ricerca tecnico scientifica. Di fatto farà fede la sua certificazione libera, al di sopra degli esami tecnico-scientifici, che dovrebbero essere indispensabili ed inconfutabili. E succede sempre più spesso che le 'sentenze' vengono emesse politicamente dall'unico 'esperto' del pittore senza neanche vedere il dipinto di presenza ... Funzione (purtroppo) così. Se da antiche Collezioni esce fuori un eccezionale capolavoro inedito, non documentato , saltano i parametri di controllo che gestiscono il Pittore. Vi sono già le pubblicazioni che hanno blindato 'L'Opera Unica' che elenca tutti i capolavori , testo magari scritto dallo stesso Esperto, con le mostre e le esposizioni già effettuate dai dipinti catalogati, con i Musei e le private Collezioni che possiedono le opere conosciute. Non conviene a nessuno presentare un nuovo Capolavoro. Non ai Musei, e neanche ai ricchi collezionisti. Meno opere restano conosciute più alto rimane il valore per i dipinti accreditati. Alla faccia della storiografia, dell'amore per l'Arte, per la conoscenza e la memoria dell'Artista . Una delle pazie demenziali radicata nel ramo dell'Arte, quella vera. Passeranno anni ed anni sino a quando il capolavoro smarrito troverà uno studioso preparato, raffinato e con il cuore legato alla memoria dell'Artista. Solo allora, forse il capolavoro sarà studiato capito ed ammirato.
Alla Memoria di Egon Schiele.
(Opera corredata da certificato di libera esportazione).
Per una opera di tale percepibile importanza oggi, con le avanzatissime tecniche di laboratorio estremamente meticolose, si può stabilire, volendo, con assoluta certezza la paternità dell'Autore. Pigmenti, stesura delle pennellate, vernici usate, supporto pittorico, radiografie, rifletografia, datazione esatta del supporto sia della tela che del telaio.- Eppure se si chiede all' esperto accreditato del Pittore di effettuare una perizia attributiva, difficilmente si affiderà come supporto alle logiche prove del D.N.A. Sembrerebbe illogico e stupido, ma non pochi 'esperti' voglione essere lasciati liberi di decidere 'super partes', senza ritenere importante alcun coinvolgimento prospettato dalla avanzata ricerca tecnico scientifica. Di fatto farà fede la sua certificazione libera, al di sopra degli esami tecnico-scientifici, che dovrebbero essere indispensabili ed inconfutabili. E succede sempre più spesso che le 'sentenze' vengono emesse politicamente dall'unico 'esperto' del pittore senza neanche vedere il dipinto di presenza ... Funzione (purtroppo) così. Se da antiche Collezioni esce fuori un eccezionale capolavoro inedito, non documentato , saltano i parametri di controllo che gestiscono il Pittore. Vi sono già le pubblicazioni che hanno blindato 'L'Opera Unica' che elenca tutti i capolavori , testo magari scritto dallo stesso Esperto, con le mostre e le esposizioni già effettuate dai dipinti catalogati, con i Musei e le private Collezioni che possiedono le opere conosciute. Non conviene a nessuno presentare un nuovo Capolavoro. Non ai Musei, e neanche ai ricchi collezionisti. Meno opere restano conosciute più alto rimane il valore per i dipinti accreditati. Alla faccia della storiografia, dell'amore per l'Arte, per la conoscenza e la memoria dell'Artista . Una delle pazie demenziali radicata nel ramo dell'Arte, quella vera. Passeranno anni ed anni sino a quando il capolavoro smarrito troverà uno studioso preparato, raffinato e con il cuore legato alla memoria dell'Artista. Solo allora, forse il capolavoro sarà studiato capito ed ammirato.
Alla Memoria di Egon Schiele.
51 €
Epoca: XX secolo
Stile: Arte moderna
Stato: Ottima condizione
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 100 cm
Altezza: 70 cm
Riferimento (ID): 1816430
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa



































