Lodovico Zambeletti (Milano, 1881 – 4 giugno 1966), Incontri al parco
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Lodovico Zambeletti (Milano, 1881 – 4 giugno 1966), Incontri al parco

Lodovico Zambeletti (Milano, 1881 – 4 giugno 1966)

Incontri al parco

Olio su tela, cm 75,5 x 64,5 – Con cornice, cm 90 x 78,5

Firmato in basso a destra Zambeletti

In un parco ombreggiato da alberi, un gruppo di donne e uomini elegantemente vestiti si raccoglie in un momento di conversazione mondana: due figure maschili e femminili, abbigliate secondo la moda dell'epoca con abiti chiari, cappelli a cilindro e piume vistose, si intrattengono accanto a un tavolino su cui sono poggiati alcuni bicchieri, mentre poco distante una figura femminile, ritratta di spalle, siede su una delle sedie dall'intenso colore rosso che punteggiano la composizione. La luce filtra tra le fronde creando bagliori e ombre sulle vesti e sui volti, in un gioco di pennellate rapide e materiche che restituisce l'atmosfera sospesa di un pomeriggio all'aperto, tra chiacchiere e refrigerio dalla calura. Scene come questa, che ritraggono la borghesia colta e agiata nei momenti di svago e socialità en plein air, trovano largo consenso nella pittura italiana tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento. Il parco cittadino, i giardini pubblici, i caffè all'aperto diventano teatro privilegiato per rappresentare un ceto sociale che vive con disinvoltura il proprio tempo libero, tra passeggiate, incontri e conversazioni informali. Questa temperie pittorica, debitrice della lezione impressionista francese ma reinterpretata con sensibilità tutta italiana, coglie la vita quotidiana dell'alta borghesia con toni gioiosi e luminosi, privilegiando l'istantaneità dell'attimo colto e la resa atmosferica della luce naturale. Lodovico Zambeletti, nipote omonimo del fondatore dell'omonima casa farmaceutica milanese, si avvicina alla pittura seguendo un'inclinazione naturale che lo porta a frequentare l'Accademia di Brera, dove è allievo di Cesare Tallone. Da questi eredita non solo una predilezione per il ritratto, ma anche una spiccata sensibilità per il paesaggio, che coltiverà con passione lungo tutta la carriera. Dopo una fase giovanile dai tratti postimpressionisti, la sua pittura evolve verso strutture più solide e definite, pur conservando una pennellata brillante e vivace, capace di restituire con freschezza gli effetti della luce naturale. Sensibile al fascino sinuoso di Giovanni Boldini, Zambeletti si dedica con successo a soggetti mondani, di figura e di ambiente, oltre che a un'intensa attività ritrattistica, testimoniata da opere conservate nella quadreria della Ca' Granda, all'Istituto dei Ciechi e al Teatro dei Filodrammatici di Milano. Nel 1924 viene invitato a esporre alla XIV Biennale di Venezia, e sarà socio della Permanente di Milano, dove partecipa alla XX Biennale Nazionale del 1957.  Opere come L'ora del Thè, Le amiche e Giardini a Maggio, quest'ultima esposta proprio alla Permanente nel 1957, condividono con Incontri al parco la medesima cifra stilistica: la stessa gamma di verdi nelle fronde, la stessa varietà cromatica negli abiti femminili, la medesima luce che accende i colori filtrando tra le foglie. Altri dipinti dell'artista sono conservati nelle civiche raccolte d'arte moderna del Comune di Milano, a testimonianza di un percorso pittorico apprezzato dai contemporanei per la sua tavolozza gioiosa e la felicità d'esecuzione.

2 400 €

Epoca: XX secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Olio su tela

Larghezza: 64,5

Altezza: 75,5

Riferimento (ID): 1822761

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
Milano 20129, Italia

+39 02 29529057

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Lodovico Zambeletti (Milano, 1881 – 4 giugno 1966), Incontri al parco
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