Fine del XVIII secolo, da Giovanni Paolo Panini, Capriccio di Rovine con la Piramide Cestia
Fine del XVIII secolo, da Giovanni Paolo Panini (Piacenza, 1691 – Roma, 1765)
Capriccio di Rovine con la Piramide Cestia e quattro figure
Olio su tela, cm 50 x 60
Firmato in basso a destra H. Götzke d’apres Panini
Un capriccio architettonico che unisce rovine classiche, memorie antiche e vita quotidiana compone questa scena, ambientata tra i resti di un'antichità immaginaria dominata dalla mole della Piramide Cestia, resa qui in una luce dorata che ne accentua il profilo scuro contro un cielo mosso da nuvole chiare. In primo piano, tra frammenti di trabeazioni, colonne spezzate e un grande vaso da giardino di gusto classicheggiante, quattro figure animano la composizione: un pastore seduto a torso nudo, riconoscibile per l'abito che scivola dalle spalle, dialoga con due donne, mentre poco distante un uomo con un bastone e un cane accanto osserva la scena, in una costruzione teatrale che richiama da vicino la lezione scenografica dei Bibiena, con la quinta di rovine che chiude la veduta come un fondale da palcoscenico.
Il vaso raffigurato non è un'invenzione dell'artista ma riprende fedelmente il celebre Vaso Borghese, scultura ellenistica del I secolo a.C. ritrovata a Roma nel Cinquecento, rimasta nella collezione Borghese fino al passaggio a Napoleone nel 1807 e oggi conservata al Louvre; nel Settecento se ne diffusero numerose repliche in vari materiali, ed è naturale ritrovarlo tra i repertori decorativi cari ai pittori di rovine.
Il dipinto è opera di un pittore attivo sul finire del XVIII secolo, che firma in basso "H. Götzke" ma la cui identità non è a oggi ben documentata. L'opera si configura come una riproduzione di una composizione che Francesco Panini realizzò più volte, con variazioni minime, nel corso della sua produzione: se ne conoscono infatti quattro redazioni autografe, una già nella collezione Gamba, una al Museo del Louvre, una nella collezione della Cassa di Risparmio di Piacenza e una conservata al Museo Diocesano di Milano. Pur nelle differenze di dettaglio, ricorrono in tutte il pastore scamiciato, il bassorilievo con satiro e ninfa e le due donne intente a conversare, elementi che Panini riprese e adattò più volte lungo la sua produzione matura. Il punto di partenza iconografico dell'invenzione va cercato in un modello di Giovanni Ghisolfi, la Predica di una Sibilla con la Piramide Cestia, da cui Panini trasse spunto per rielaborarlo secondo la propria sensibilità scenografica e luminosa, dando vita a uno schema compositivo che, come dimostra anche la presente versione, conobbe una fortuna e una circolazione tali da essere ripreso e replicato ben oltre la cerchia diretta dell'autore.
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 60
Altezza: 50
Riferimento (ID): 1826628
Disponibilità: Disponibile






































