ALLEGORIA DELL’INVERNO Francesco Zucchi “Ispirato ad Arcimboldo” VIII sec
Artista: Francesco Zucchi
ALLEGORIA DELL’INVERNO
Francesco Zucchi
“Ispirato ad Arcimboldo”
Francesco Zucchi (Venezia, 1692 – Roma, 1764) Secolo XVIII Tecnica Olio su tela Dimensioni 97 x 73 cm; con cornice coeva: 118 x 92 cm
Presentazione dell’Opera
L'opera si inserisce in una raffinata e affascinante tradizione artistica di stampo illusionistico e allegorico, rileggendo in chiave Settecentesca il celebre genere delle "teste composte" reso celebre da Giuseppe Arcimboldo nella seconda metà del Cinquecento.
Il dipinto raffigura una personificazione antropomorfa dell'Inverno, in cui la figura umana è interamente costituita da elementi della natura legati alla terra, al freddo e alla conservazione:
Il copricapo: È formato da un grande cavolo verza, verosimilmente l'ortaggio invernale per eccellenza.
Il viso e la barba: Il volto presenta una tonalità scura e rugosa, evocata tramite cortecce e radici, mentre la barba folta e bianca è composta da filamenti lucidi che ricordano le radici del porro o della cipolla, oppure ciuffi di sedano rapa rovesciati.
La ghirlanda: Sul petto si sviluppa una ricca collana di frutti invernali e a lunga conservazione, tra cui spiccano limoni, pere, mele cotogne, cipolle e rape.
Il busto e le mani: La spalla sinistra mostra grandi foglie costolute (come bietole o cardi), mentre nella parte inferiore compaiono teste d'aglio e melograni spaccati, simbolo classico di una fertilità che resiste al gelo. Le mani appaiono finemente sagomate da funghi o tuberi allungati.
A livello esecutivo, l'opera si distingue per una qualità pittorica di altissimo livello: la lucentezza della buccia dei limoni, la consistenza materica e le venature nitide della verza, e il raffinato gioco chiaroscurale dell'aglio dimostrano la mano di un maestro pienamente padrone della resa della natura dal vivo. Lo sfondo grigio, nuvoloso e piatto è tipico dei dipinti di genere del Settecento, studiato appositamente per esaltare i toni caldi e la ricchezza cromatica della frutta.
Completa e impreziosisce l'opera la sua cornice coeva (118 x 92 cm) in legno scuro, caratterizzata da eleganti applicazioni d'angolo e centrali in metallo dorato sbalzato, un elemento che ne conferma l'autenticità e il pregio storico-artistico.
Profilo dell’Autore: Francesco Zucchi
L’attribuzione dell’opera a Francesco Zucchi (Venezia, 1692 – Roma, 1764) colloca il dipinto nel pieno del Settecento, offrendo un recupero colto e colmo di inventiva di modelli visivi del passato.
Artista versatile e noto prevalentemente come incisore e scenografo – attivo tra la sua città natale, Venezia, e Roma –, Zucchi apparteneva a una celebre famiglia d'artisti specializzata in prospettive, scenografie teatrali e traduzioni grafiche. In questo dipinto, l'autore dimostra una spiccata sensibilità decorativa e un talento compositivo d'eccezione, reinterpretando il gusto per la "bizzarria" e il capriccio antiquario molto in voga nei gabinetti di curiosità e nei palazzi della nobiltà del XVIII secolo.
Francesco Zucchi
“Ispirato ad Arcimboldo”
Francesco Zucchi (Venezia, 1692 – Roma, 1764) Secolo XVIII Tecnica Olio su tela Dimensioni 97 x 73 cm; con cornice coeva: 118 x 92 cm
Presentazione dell’Opera
L'opera si inserisce in una raffinata e affascinante tradizione artistica di stampo illusionistico e allegorico, rileggendo in chiave Settecentesca il celebre genere delle "teste composte" reso celebre da Giuseppe Arcimboldo nella seconda metà del Cinquecento.
Il dipinto raffigura una personificazione antropomorfa dell'Inverno, in cui la figura umana è interamente costituita da elementi della natura legati alla terra, al freddo e alla conservazione:
Il copricapo: È formato da un grande cavolo verza, verosimilmente l'ortaggio invernale per eccellenza.
Il viso e la barba: Il volto presenta una tonalità scura e rugosa, evocata tramite cortecce e radici, mentre la barba folta e bianca è composta da filamenti lucidi che ricordano le radici del porro o della cipolla, oppure ciuffi di sedano rapa rovesciati.
La ghirlanda: Sul petto si sviluppa una ricca collana di frutti invernali e a lunga conservazione, tra cui spiccano limoni, pere, mele cotogne, cipolle e rape.
Il busto e le mani: La spalla sinistra mostra grandi foglie costolute (come bietole o cardi), mentre nella parte inferiore compaiono teste d'aglio e melograni spaccati, simbolo classico di una fertilità che resiste al gelo. Le mani appaiono finemente sagomate da funghi o tuberi allungati.
A livello esecutivo, l'opera si distingue per una qualità pittorica di altissimo livello: la lucentezza della buccia dei limoni, la consistenza materica e le venature nitide della verza, e il raffinato gioco chiaroscurale dell'aglio dimostrano la mano di un maestro pienamente padrone della resa della natura dal vivo. Lo sfondo grigio, nuvoloso e piatto è tipico dei dipinti di genere del Settecento, studiato appositamente per esaltare i toni caldi e la ricchezza cromatica della frutta.
Completa e impreziosisce l'opera la sua cornice coeva (118 x 92 cm) in legno scuro, caratterizzata da eleganti applicazioni d'angolo e centrali in metallo dorato sbalzato, un elemento che ne conferma l'autenticità e il pregio storico-artistico.
Profilo dell’Autore: Francesco Zucchi
L’attribuzione dell’opera a Francesco Zucchi (Venezia, 1692 – Roma, 1764) colloca il dipinto nel pieno del Settecento, offrendo un recupero colto e colmo di inventiva di modelli visivi del passato.
Artista versatile e noto prevalentemente come incisore e scenografo – attivo tra la sua città natale, Venezia, e Roma –, Zucchi apparteneva a una celebre famiglia d'artisti specializzata in prospettive, scenografie teatrali e traduzioni grafiche. In questo dipinto, l'autore dimostra una spiccata sensibilità decorativa e un talento compositivo d'eccezione, reinterpretando il gusto per la "bizzarria" e il capriccio antiquario molto in voga nei gabinetti di curiosità e nei palazzi della nobiltà del XVIII secolo.
15 000 €
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: En l'etat
Riferimento (ID): 1830523
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa



























