Luigi Quaini (Ravenna, 1643 – Bologna, 1717), Madonna col Bambino
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Luigi Quaini (Ravenna, 1643 – Bologna, 1717), Madonna col Bambino

Luigi Quaini (Ravenna, 1643 – Bologna, 1717)

Madonna col Bambino

Olio su tela, cm 40 x 31 – con cornice, cm 54 x 44

Luigi Quaini, nato a Ravenna, fu figlio di Francesco Quaini e di Felicita Briccioli, sposata a Forlì dal padre mentre lavorava accanto a Carlo Cignani. Dal genitore apprese i primi rudimenti della pittura, per poi perfezionarsi con Agostino Mitelli, con il Guercino e infine con il Cignani, del quale seppe assimilare con tale fedeltà il linguaggio da rendere le sue opere, a detta di Luigi Lanzi, quasi indistinguibili da quelle del maestro. Fondamentale fu il lungo sodalizio con Marcantonio Franceschini, con cui lavorò a Roma, Modena, Genova e Bologna, ripartendosi i compiti: a Quaini toccavano i paesaggi, a Franceschini le figure. Da questa collaborazione nacquero il Martirio di San Bartolomeo, nella Basilica di SS. Bartolomeo a Bologna, e la Rebecca al pozzo di Palazzo Spinola a Genova. Autore di numerose pale d’altare per le chiese bolognesi, come la Visitazione in San Giuseppe, la Pietà nella chiesa della Carità e San Nicolò visitato dalla Vergine, realizzò anche la Madonna con Bambino in gloria con San Niccolò, oggi in San Niccolò a Bologna, e la Madonna col Bambino e Santi in una chiesa di San Giovanni in Persiceto. Collaborò inoltre ai mosaici della basilica di San Pietro a Roma, fornendone i disegni. Né si limitò ai soggetti sacri: il Trionfo di Venere e Cupido, in collezione privata, testimonia una versatilità capace di aprirsi anche al registro mitologico.

La Madonna col Bambino qui presentata, olio su tela, si inserisce con naturalezza in questo percorso. La Vergine, raffigurata a mezza figura su un fondo bruno caldo e vellutato, inclina il capo con un’espressione dolce e raccolta, lo sguardo abbassato verso il Bambino. Il volto dall’ovale pieno, l’incarnato madreperlaceo con tocchi di rosa sulle gote e sulle labbra, il velo chiaro che incornicia il viso rimandano alla grazia idealizzata e alla morbidezza di Cignani, di cui Quaini fu interprete così fedele. Il Bambino, paffuto e dai riccioli biondi, si volge verso lo spettatore stringendo il manto materno, in un gesto affettuoso che rende la scena intima e domestica. Notevole è l’impianto cromatico, giocato sull’accordo tra il blu profondo del mantello, il rosa del vestito e il bianco del panneggio, con una luce morbida che modella le carni senza durezze. Il gesto delle mani che sorreggono il Bambino, ben studiate e delicatamente chiaroscurate, e l’eleganza del panneggio rivelano la solida cultura emiliana e il rigore disegnativo di un pittore formatosi nell’ambiente bolognese di fine Seicento.

4 600 €

Epoca: XVII secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Olio su tela

Larghezza: 31

Altezza: 40

Riferimento (ID): 1849763

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

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