Enrico Sirello (Livorno, 1930–2012)
Struttura ottica a moduli neri su fondo bianco, 1975
Acrilico su tavola, 35 × 35 cm
Firmato, datato e titolato sul retro — Archivio n. 05/…
Questo studio fa parte del ciclo di pannelli che Sirello realizza nella metà degli anni Settanta, durante la fase più intensa della sua ricerca sugli effetti anisotropici e sulla percezione visiva.
La composizione è costruita attraverso una trama di moduli neri ripetuti, disposti con una lieve irregolarità su un fondo bianco. Questa ripetizione crea una vibrazione ottica costante, che varia in base alla direzione dello sguardo.
Per Sirello la pittura non era mai rappresentazione, ma esperienza percettiva. Chiamava queste opere “osservazioni notturne”, forme che emergono “dal buio della mente” durante momenti di riflessione silenziosa. I moduli non rimandano a oggetti reali: sono costruzioni mentali, appunti visivi che precedono un progetto murale più ampio.
Il pannello appartiene alla sua fase matura: linguaggio modulare rigoroso, superficie attivata dalla ripetizione, e uno spazio visivo che cambia con il movimento dello spettatore.
Stato di conservazione: buono, superficie stabile, minimi segni del tempo.
Cornice: listello nero coevo.
Enrico Sirello (1930–2012) è una figura significativa dell’avanguardia livornese e dell’Arte Programmata italiana. Fin dagli anni Sessanta ha sviluppato un linguaggio geometrico legato alla percezione e alla psicologia della Gestalt, interessandosi ai fenomeni visivi e alle dinamiche dello sguardo.
Nel 1965 partecipa alla mostra Strutture Significanti insieme a Baldi, Cannilla, Drei, Glattfelder, Guerrieri, Lazzari, Lorenzetti, Masi, Pace e Pesciò, accompagnata da testi di Giulio Carlo Argan, Germano Beringheli ed Emilio Garroni.
Per Sirello l’arte è un laboratorio mentale: un modo per rendere visibile il processo del pensiero e trasformare la visione in un atto attivo e consapevole.


































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