XVII Secolo, Veneto
La Carità
Legno, cm 50 x 17
L'opera in esame costituisce una vibrante e complessa rappresentazione dell'Allegoria della Carità (Caritas), la più eminente tra le tre virtù teologali secondo la tradizione cristiana. Riconducibile alla scuola veneta del XVII secolo, essa incarna pienamente il fervore espressivo e il dinamismo teatrale dell'arte barocca. La figura centrale è una donna matura e robusta, simbolo di fecondità e amore incondizionato, colta nell'atto di allattare e accudire una moltitudine di putti. La sua posa sensuale, con il corpo sinuoso disteso e i panneggi voluminosi che ne avvolgono la parte inferiore, contrasta con l'urgenza affettiva dei bambini che la circondano. Questi ultimi, disposti con grande varietà compositiva – alcuni aggrappati al seno, altri giocosi ai suoi lati o assistiti con cura – non sono semplici accessori, ma elementi essenziali che amplificano il significato della virtù: l'amore generoso e il nutrimento spirituale e materiale verso il prossimo. La predilezione per la scultura lignea complessa e ricca di pathos trovò nel Veneto un terreno fertile, culminando nell'opera di artisti di sommo livello. È in questo contesto di maestria tecnica e intensa espressività che si inserisce l'influenza di Andrea Brustolon (1660-1732), il grande intagliatore bellunese. La scultura ne condivide lo spirito e la sapiente capacità di infondere vita e movimento al materiale ligneo. La scultura della Carità, con il suo affollamento di figure e la sua composizione energica, è dunque una magnifica testimonianza della tradizione scultorea veneta che, anticipando o affiancando il genio di Brustolon, seppe trasformare il tema della virtù in un'immagine potente, sensuale e profondamente umana.

































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