Bottega di Francesco Solimena (Canale di Serino, 1657 – Napoli, 1747)
Betsabea al bagno
Olio su tela, cm 99 x 125
Firma non coeva sul parapetto A.F. Solimena
Il dipinto raffigura l’episodio biblico di Betsabea al bagno, un tema particolarmente apprezzato nella cultura figurativa barocca per il suo equilibrio tra sensualità, magnificenza scenica e tensione narrativa. L’opera è attestata alla bottega di Francesco Solimena, uno dei protagonisti assoluti del Barocco italiano e figura cardine nella transizione verso il Rococò. Nato nel 1657 e attivo soprattutto a Napoli, Solimena godette di vasta fama internazionale e ricevette commissioni dalle più importanti corti europee. La composizione della tela trova un confronto diretto con altri tre dipinti del Solimena dello stesso soggetto: una conservata alla Residenzgalerie di Salisburgo, una al Museo di Richmond in Virginia, e una, particolarmente vicina alla nostra versione per impostazione, custodita nel Palazzo Reale di Aranjuez a Madrid. Rispetto alla versione di Salisburgo, la tela qui in esame presenta alcune varianti significative, soprattutto nella fisionomia e nelle vesti di Betsabea e dell’ancella posta a sinistra, segno della consueta libertà interpretativa degli atelier nella replica di soggetti altamente richiesti. L’impianto scenico possiede pienamente i caratteri distintivi dello stile del Solimena: l’uso calibrato degli elementi architettonici – balaustre, colonne, scalinate – che strutturano lo spazio e conferiscono monumentalità; l’alternanza di ombre profonde e drappeggi luminosi; la vivacità teatrale dei gesti e degli atteggiamenti femminili, tratti tipico dell’artista. La ricchezza cromatica, con accenti caldi e riverberi dorati, riflette la fase matura della pittura del Solimena, arricchita fin dagli anni Ottanta del Seicento dall’influenza di Luca Giordano, di cui Solimena divenne ideale erede nella sperimentazione tonale e luministica. Nella scena il gruppo delle ancelle circondano la giovane Betsabea, posta al centro come fulcro della narrazione. L’attenzione è catturata dal complesso gioco di sguardi e movimenti che animano la tela: una serva inginocchiata tende un magnifico drappo, un’altra solleva un velo per coprire la protagonista, mentre animali e oggetti in primo piano introducono dettagli domestici che rendono più vivido il racconto. Lo sfondo architettonico, segnato da chiaroscuri drammatici, conferisce una dimensione solenne e quasi scenografica all’intero episodio. Questo dipinto, per solidità compositiva, abilità narrativa e coerenza stilistica, rappresenta un significativo esempio della produzione della bottega di Francesco Solimena, offrendo un’interpretazione colta e teatrale di uno degli episodi biblici più amati dagli artisti del Barocco.



































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