William Dawes, attr. (attivo a Londra tra il 1760 e il 1774), Lucrezia

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Descrizione dell’oggetto d’antiquariato :

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William Dawes, attr. (attivo a Londra tra il 1760 e il 1774)

Lucrezia

Olio su tela, cm 56 x 80 – con cornice cm 70 x 94


La tela Lucrezia è attribuita al pittore inglese William Dawes, attivo a Londra tra il 1760 e il 1774. Della sua produzione e della sua carriera sono sopravvissute pochissime informazioni: sappiamo che fu allievo di William Hogarth e che una sua opera, La caduta di Shakespeare rappresentata su un palcoscenico moderno, è oggi conservata nelle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra. Questo scarno profilo biografico rende ancor più significativa la lettura dell’opera, che riflette una cultura figurativa colta e aggiornata, sensibile al dialogo tra pittura e teatro. Il dipinto affronta uno dei miti fondativi più intensi e drammatici della cultura romana, filtrandolo attraverso la sensibilità estetica del XVIII secolo. Il pittore sceglie di rappresentare non l’episodio narrativo della violenza né il momento pubblico della denuncia, ma l’istante sospeso e solitario che precede il suicidio: una scena di raccoglimento tragico, in cui la protagonista è sola di fronte alla propria decisione irrevocabile. Lucrezia è raffigurata come un modello di virtù ferita. Indossa un ampio abito bianco, simbolo evidente di purezza e castità, che scende morbido lungo il corpo e si apre sul petto, lasciando intuire il punto in cui di lì a poco si consumerà il gesto estremo. Il colore chiaro dell’abito contrasta con l’intensità emotiva della scena, sottolineando la distanza tra l’innocenza morale della donna e la violenza subita. L’acconciatura, ricca e curata, rimanda alla sua condizione aristocratica e alla dignità che ella mantiene anche nel momento della morte. L’ambiente è un interno sontuoso, tipicamente settecentesco, costruito con una raffinata attenzione scenografica. Nella parte superiore, un ampio tendaggio blu e un baldacchino decorato incorniciano la scena, trasformando la stanza in un vero e proprio palcoscenico teatrale, dove il dramma privato assume un valore universale. Sulla sinistra, una scrivania finemente intagliata ospita una piccola natura morta composta da fiori, una cornice intarsiata, gioielli e strumenti per la toeletta, elementi che alludono alla dimensione domestica e alla femminilità della protagonista, ora tragicamente interrotta. La vicenda di Lucrezia figlia di Spurio Lucrezio Tricipitino e moglie di Collatino, è narrata da Tito Livio nel Ad Urbe Condita come esempio estremo di pudicitia e senso dell’onore. Dopo la violenza subita da Sesto Tarquinio, figlio dell’ultimo re di Roma, la donna decide di togliersi la vita davanti ai suoi familiari affinché nessuna ombra di complicità o di vergogna possa macchiare il suo nome. Il suo gesto non è soltanto personale, ma profondamente politico: dalla sua morte nasce la rivolta che porterà alla caduta della monarchia e alla nascita della Repubblica romana. In questa lettura settecentesca, la tragedia antica diventa così un paradigma morale universale, capace di parlare al pubblico moderno attraverso un linguaggio pittorico colto, teatrale e intensamente emotivo.

Prezzo: 3 400 €
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Sato molto buono

Materiale: Olio su tela
Larghezza: 80
Altezza: 56

Riferimento (ID): 1696716
Disponibilità: Disponibile
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William Dawes, attr. (attivo a Londra tra il 1760 e il 1774), Lucrezia
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