Scuola romana del secolo XVIII
Natura morta con fiori e frutta
Olio su tela, cm 40,5 x 64,5
Con la cornice, cm 46 x 70,5
Questa Natura morta con fiori e frutta si inserisce pienamente nella tradizione della pittura di genere coltivata a Roma nel corso del Settecento, quando la natura morta, pur restando un ambito relativamente circoscritto rispetto ad altri centri italiani, assume un ruolo significativo all’interno del collezionismo aristocratico. L’opera esprime una chiara continuità con la cultura naturalistica seicentesca, mitigata da un linguaggio più pacato ed elegante, tipico della sensibilità tardo-barocca romana. La composizione si sviluppa su un piano orizzontale stabile e ben calibrato: a sinistra un vaso architettonico accoglie un ricco bouquet di fiori, mentre a destra un un piano coperto da un prezioso tessuto ospita grappoli d’uva, mele e altri frutti disposti con studiata naturalezza. Dal punto di vista cromatico prevalgono tonalità calde e brune, che fanno da sfondo a tocchi più vivaci di rosso, bianco e verde. La luce, morbida e controllata, accarezza le superfici senza violenti contrasti chiaroscurali, contribuendo a restituire la consistenza tattile degli oggetti: la buccia vellutata della frutta, la trasparenza degli acini d’uva, la fragilità dei petali floreali. Particolarmente raffinata è la resa dei materiali, come il cesto, il vaso e il drappo decorato, elementi che alludono a un contesto di lusso misurato, tipico della committenza romana del tempo. L’opera sembra destinata a una fruizione privata, concepita per ambienti colti e raccolti. Il tradizionale tema della vanitas appare attenuato: se la presenza di frutti maturi e fiori recisi richiama implicitamente il trascorrere del tempo, prevale tuttavia l’intento contemplativo ed estetico, volto a celebrare l’ordine, l’armonia e la bellezza del mondo naturale. Nel complesso, questa natura morta rappresenta un esempio significativo della pittura romana del XVIII secolo, caratterizzata da sobrietà compositiva, alta qualità esecutiva e un linguaggio pittorico che, pur guardando al passato, si apre a un gusto più elegante, in sintonia con il clima culturale cosmopolita della Roma settecentesca.




































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