Pittore veneto della prima metà del XVIII secolo, Madonna del latte e San Giuseppe
Pittore veneto della prima metà del XVIII secolo
Madonna del latte e San Giuseppe
Olio su tela, cm 80 x 100,5 – con la cornice, cm 91 x 111
Questa pregevole Madonna del latte con San Giuseppe rappresenta un documento significativo della vivacità stilistica che caratterizza la pittura veneta tra la fine del Seicento e l'esordio del Settecento, un momento di cruciale transizione verso una luminosità più tersa e moderna. L'opera mette in scena l'iconografia della Virgo Lactans con una profonda carica di umanità e naturalezza: al centro della composizione, la Vergine è avvolta in un manto azzurro mentre tiene tra le braccia il Bambino Gesù, colto nel momento dell'allattamento. La luce spiove dall'alto a sinistra, modellando i volumi e accendendo la tavolozza con una qualità che non è solo funzionale alla resa plastica, ma intrisa di una valenza sacrale. Sulla sinistra, la figura di San Giuseppe osserva la scena in un atteggiamento di umile e profonda meditazione, appoggiato al bastone, con un incarnato più bruno e segnato che contrasta intenzionalmente con la levigatezza eburnea del volto della Vergine, mentre sullo sfondo a destra due teste di cherubini emergono dalle nuvole partecipando alla dimensione soprannaturale dell'evento. All'interno della pittura veneziana a cavallo dei due secoli, il dipinto si inserisce in quel clima di superamento del tenebrismo barocco verso le tendenze classiche in auge nella città lagunare. Per certi aspetti, l'andamento delle figure e la composizione ricordano l'operato di Antonio Arrigoni e il suo muoversi sapiente tra le influenze di Sebastiano Ricci, Antonio Molinari e Antonio Balestra. Tuttavia, la consistenza pittorica qui manifestata appare diversa e più vibrante, segno che l'autore ha guardato con attenzione alle novità introdotte da Sebastiano Ricci al suo rientro da Parma. Si avverte chiaramente il debito verso la lezione del Ricci nella conduzione delle pennellate, che si fanno più sciolte e meno gessose rispetto al classicismo puro del Balestra, risentendo del confronto con la morbidezza emiliana. In filigrana, la tela lascia emergere anche ricordi della cultura di Nicolò Bambini e Antonio Bellucci, pur mantenendo una propria specificità esecutiva che rende difficile, al momento, l'attribuzione a un nome certo. La grazia della figura della Vergine rimanda idealmente alla Madonna col Bambino e angeli che presentato la pianta di un edificio della Galleria Nazionale della Pilotta di Sebastiano Ricci, così come alla Sacra Famiglia con Sant'Anna e alla Madonna col Bambino e san Giuseppe del medesimo autore in collezioni private. Allo stesso tempo, il confronto con la Madonna col Bambino e San Mauro abate di Antonio Molinari, oggi nella chiesa veneziana della Madonna dell’Orto, evidenzia una simile solidità d’impianto, sebbene nel dipinto in esame la materia pittorica appaia più soffice e pervasa da una luce che preannuncia ormai pienamente il gusto del pieno Settecento veneziano. L’opera rimane dunque un esempio eccellente di quella cultura di confine, capace di unire la solennità della pittura di storia alla tenerezza di una scena domestica e divina.
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 100,5
Altezza: 80
Riferimento (ID): 1726360
Disponibilità: Disponibile




































