Giovanni Biasin, Veduta del Bacino di San Marco con gondole e imbarcazioni a vela, Guache
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Giovanni Biasin, Veduta del Bacino di San Marco con gondole e imbarcazioni a vela, Guache

Artista: Giovanni Biasin
Giovanni Basin
Venezia, 1835 – Rovigo, 1912

Veduta del Bacino di San Marco con gondole e imbarcazioni a vela
Guache su carta, cm. 29×92
Monogramma “GB” sulla vela di una imbarcazione
Con cornice cm. 42×110

Il dipinto si dispiega in un formato marcatamente orizzontale — quasi una striscia panoramica — e abbraccia l’intera veduta del Bacino di San Marco vista dall’acqua, secondo la prospettiva classica del vedutismo veneziano. A sinistra, la punta della Dogana e la cupola di Santa Maria della Salute dominano il profilo lagunare; al centro si innalza il Campanile di San Marco, affiancato dalle Procuratie, dal Palazzo Ducale con le sue arcate gotiche e dalla Zecca; verso destra la scena si apre su ulteriori edifici del fronte del Molo, fino a dissolversi nel bacino.

Il primo piano è animato dall’andirivieni delle imbarcazioni tipicamente veneziane: gondole dai profili neri e agili scivolano sull’acqua scura, mentre al centro-destra una feluca a vela latina — la cui randa reca dipinto in bella evidenza il monogramma GB, firma discreta ma inequivocabile dell’autore — occupa la scena con il suo carico di colore e movimento. Sullo sfondo, a sinistra, si intravede l’Isola di San Giorgio e la laguna aperta.

Il cielo costituisce quasi la metà superiore della composizione: un ampio azzurro veneto, striato da sottili cirri e da nuvole cumuliformi che si addensano verso destra, illuminato da quella luce particolare che ha fatto della laguna uno dei soggetti più amati della pittura europea. La palette, dominata da blu profondi, azzurri chiari e tenui ocre per le architetture, tradisce la formazione di un pittore che conosceva perfettamente la resa cromatica della gouache — tecnica prediletta per le vedute da collezione — e che sapeva calibrare i valori tonali per ottenere un effetto di luminosità e trasparenza.

Il formato allungato, la scelta del punto di vista dal bacino e la precisione topografica degli edifici rimandano direttamente al celebre Panorama di Venezia di 22 metri conservato a Palazzo Roverella, di cui questa gouache rappresenta una preziosa e rara versione da collezione.

NOTA ATTRIBUTIVA
L’attribuzione a Giovanni Biasin è certa e si fonda su due elementi convergenti. Il primo è di natura paleografica: sulla vela della feluca al centro della composizione sono chiaramente dipinte le iniziali GB, firma abituale dell’artista nei suoi lavori di piccolo e medio formato. Il secondo è di natura tipologica: il formato orizzontale marcato — con un rapporto larghezza/altezza di circa 3:1 — riprende con coerenza assoluta la struttura compositiva del grande Diorama Biasin di Rovigo (22 m × 1,75 m), realizzato nel 1887, di cui questa gouache costituisce una pendant in scala ridotta, destinata alla fruizione privata e al mercato del collezionismo. Anche la scelta del punto di vista — il bacino aperto, con la Salute a sinistra e il fronte del Molo a destra — coincide con il grande prototipo rodigino.

CONTESTO STORICO-ARTISTICO
La tradizione della veduta veneziana è una delle più antiche e gloriose della pittura italiana: nata nel Settecento con Luca Carlevaris e portata al suo apice da Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto (1697–1768) e da Francesco Guardi (1712–1793), essa sopravvive e si trasforma nel corso dell’Ottocento, adattandosi ai nuovi gusti della borghesia e al mercato delle vedute da esportazione — molto richieste da collezionisti inglesi, tedeschi e austriaci che visitavano Venezia nel quadro del Gran Tour.

In questo filone si inscrive pienamente la produzione di Giovanni Biasin, che eredita e reinterpreta la tradizione vedutistica veneziana con un occhio attento alle tecniche di spettacolarizzazione dell’immagine tipiche della cultura visiva dell’Ottocento — i panorami, i diorami, le vedute ottiche — senza rinunciare alla qualità del disegno e alla fedeltà topografica. La sua formazione avviene nell’ambito dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, ma il suo linguaggio si arricchisce dei contatti con la scena artistica europea attraverso le Esposizioni Universali di Parigi e di altri centri internazionali.

Accanto a Biasin operano, nello stesso ambito della veduta veneziana ottocentesca, altri maestri oggi rivalutati dalla critica. Tra i più significativi si distinguono i fratelli Carlo e Giovanni Grubacs (Giovanni: Pola c. 1800 – Venezia 1879; Carlo: Pola c. 1801 – Venezia dopo il 1870), pittori di origine istriana attivi a Venezia per gran parte dell’Ottocento, specializzati in vedute del Canal Grande e del Bacino di San Marco che fondono la precisione canalettiana con una sensibilità cromatica già venata di romanticismo. Le loro opere — realizzate prevalentemente a olio su tela ma anche in gouache — hanno raggiunto nelle ultime aste internazionali quotazioni significative, testimoniando il rinnovato interesse del mercato per questa scuola.

4 500 €

Epoca: XIX secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Gouache

Larghezza: 92 cm.

Altezza: 29 cm.

Riferimento (ID): 1727748

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Venice 30038, Italia

0039 328 217 0265

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