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Domenico Mossello, trittico "Ciclo delle Arti", olio su tela, firmato, 1874

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Domenico Mossello, trittico "Ciclo delle Arti", olio su tela, firmato, 1874
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Domenico Mossello, trittico "Ciclo delle Arti", olio su tela, firmato, 1874

Domenico Mossello (Torino, XIX secolo)

Ciclo delle Arti
Olio su tela, 1874 (una tela firmata e datata)
Dimensioni: tela cm 197 × 101; in cornice cm 199 × 103

Descrizione

Le tre composizioni, verticali e armonicamente coordinate, presentano eleganti figure femminili idealizzate, immerse in paesaggi di gusto classico, animate dalla presenza di putti e attributi simbolici. L’impianto scenografico e la morbidezza cromatica rivelano una piena adesione ai canoni dell’insegnamento accademico torinese.

La Pittura, firmata e datata 1874, introduce il ciclo: una giovane artista, panneggiata in un ricco drappo rosso, è colta nell’atto di dipingere su cavalletto una scena di soggetto mitologico. Accanto a lei, una fanciulla osserva con attenzione, evocando il tema della trasmissione del sapere. Un putto, posto su un basamento, funge da modello vivente, mentre la resa luminosa e la cura dei dettagli floreali conferiscono alla scena un carattere intimo e colto.

La Musica, al centro del trittico, si distingue per una maggiore apertura luministica e per l’atmosfera sospesa. La figura femminile, incoronata di fiori e avvolta in un fluido abito dorato, è rappresentata accanto a un’arpa, simbolo per eccellenza dell’armonia. Ai suoi piedi, un putto suona uno strumento a corde, rafforzando il tema musicale e introducendo un delicato movimento ritmico nella composizione.

La terza tela, probabilmente riferibile a una allegoria della Poesia o del Teatro, presenta una figura femminile seduta, affiancata da un giovane maschile di ascendenza classica. Gli attributi iconografici — tra cui elementi riconducibili alla sfera teatrale e simboli di operosità come l’alveare — suggeriscono un significato più complesso, legato alla dimensione intellettuale e morale delle arti. La composizione appare più raccolta e meditativa, con una gamma cromatica calda e avvolgente.

Nota critica

Il ciclo testimonia la piena maturità stilistica di Domenico Mossello, primogenito della famiglia di artisti e figura attiva nell’ambiente della Reale Accademia Albertina, dove fu membro della commissione della scuola di pittura a fresco nel 1876. La sua formazione accademica si riflette nella saldezza del disegno, nella costruzione equilibrata delle figure e nella raffinata orchestrazione cromatica.

L’opera si pone in continuità con la sua attività decorativa, documentata anche nel grande affresco firmato e datato 1861 presso Palazzo Carignano, sede del Parlamento Subalpino, e nei contributi ai cicli ornamentali della Reggia di Venaria Reale.

Stato di conservazione e destinazione

Per concezione, dimensioni e qualità esecutiva, le tre tele erano verosimilmente destinate a un contesto di rappresentanza — saloni nobiliari o ambienti istituzionali — dove il tema delle Arti assumeva un valore celebrativo e culturale.

Nel loro insieme, queste opere costituiscono un raffinato esempio di pittura allegorica ottocentesca piemontese, in cui eleganza formale e contenuto simbolico si fondono in una sintesi di alto livello decorativo.

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