Cornelis Shut (Anversa, 1597 – Anversa, 1655), attr., Venere si presenta alla fucina di Vulcano
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Cornelis Shut (Anversa, 1597 – Anversa, 1655), attr., Venere si presenta alla fucina di Vulcano

Cornelis Shut (Anversa, 1597 – Anversa, 1655), attr.

Venere si presenta alla fucina di Vulcano

Olio su rame, cm 31,5 x 42,5

Con cornice, cm 33 x 44,5

Questo olio su rame di piccolo formato raffigura Venere che si presenta alla fucina di Vulcano in un turbinio di figure che occupa gran parte della superficie pittorica. Nella metà superiore della composizione la dea, affiancata da una compagna e avvolta in un velo rosa che si apre in un ampio cerchio, scende dalle nuvole tra una folla di putti festanti, mentre sulla destra altri amorini volteggiano nell'aria. In basso, Vulcano semisdraiato, coperto da un panno rosso acceso, regge gli strumenti del suo mestiere accanto a una forgia ancora ardente, circondato da ulteriori putti che armeggiamo con elmi e armi. Sullo sfondo si apre un paesaggio collinare immerso in una luce crepuscolare di sapore nordico.

Il dipinto è attribuito a Cornelis Schut, pittore fiammingo la cui formazione rimane documentariamente oscura. Si presume un legame con la bottega di Rubens, maestro esente dall'obbligo di registrare gli allievi presso la Corporazione di San Luca, alla quale Schut fu iscritto nel 1618–1619. I suoi esordi, tuttavia, mostrano affinità con Abraham Janssens, principale pittore di storia ad Anversa in quegli anni. Dal 1624 al 1627 Schut soggiornò a Roma, dove fu tra i fondatori della Schildersbent e lavorò sotto la protezione del mercante fiammingo Pieter de Vischere. Nel 1628 si trasferì a Firenze, dove realizzò cartoni per l'Arazzeria Medicea. Nel corso della carriera adottò stabilmente lo stile barocco maturo di Pietro da Cortona e del Guercino, caratterizzato da forte animazione, uso espressivo della luce e del colore, con residui manieristici evidenti negli scorci esasperati, nei contrasti chiaroscurali e nelle espressioni intense dei volti.

L'attribuzione a Schut si fonda su precisi riscontri stilistici e tematici. La tipologia dei putti, con le loro anatomie paffute e i gesti vivaci, ricorre identica nella Madonna con Bambino, Sant'Anna, San Giovannino e angeli di collezione privata e nell'Allegoria dell'Autunno, anch'essa in collezione privata. Il soggetto mitologico si inserisce in una serie omogenea che comprende La fucina di Vulcano e il Trionfo di Nettuno e Anfitrite, oggi alla Villa dei Georgofili di Firenze, e il Ratto di Europa conservato all'Hermitage di San Pietroburgo. La produzione per arazzi, cui appartiene il cartone per le Sette arti liberali oggi alla Villa Hügel di Essen, conferma la dimestichezza di Schut con composizioni affollate di figure aeree disposte su piani sovrapposti, schema che governa anche questa tavola. Infine, La Musica conservata alla Rubenshuis di Anversa - già in possesso dello stesso Rubens - attesta il legame diretto tra i due artisti, ulteriore garanzia di autografia per un'opera che ne rispecchia così fedelmente il linguaggio.

3 800 €

Epoca: XVII secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Dipinto ad olio su rame

Larghezza: 42,5

Altezza: 31,5

Riferimento (ID): 1780874

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
Milano 20129, Italia

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