Ritratto della ballerina Santina Olivieri, detta La Reggiana, nei panni di Leda – Antoine Pesne
“Perizia studiata, eseguita e firmata dalla Dott.ssa Arabella Cifani”
Sotto:
Il dipinto raffigura una delle dive più famose e in vista dell'Europa del XVIII secolo: Santina Olivieri, detta La Reggiana, elegantemente vestita con un abito dalla profonda scollatura. Un cigno innamorato, adornato di fiori, le si avvicina sensualmente. L'opera allude al mito di Leda e il cigno, che narra di come Zeus, trasformatosi in cigno, sedusse Leda, moglie di Tindareo, re di Sparta, sulle rive del fiume Eurota. Da questa unione, dopo che Leda depose le uova, nacquero i gemelli divini Polluce ed Elena (la cui bellezza scatenò la guerra di Troia), e i gemelli mortali Castore e Clitennestra, figli di Tindareo, nati in una notte successiva, quando Leda condivise il letto con il marito. Questo mito, che esplora i temi dell'amore divino, della seduzione, della metamorfosi e della nascita di figure centrali della mitologia greca, divenne un soggetto classico nell'arte rinascimentale e non solo, affascinando molti artisti, tra cui Leonardo da Vinci.
In questo caso specifico, la bellissima Leda è ritratta da una famosa ballerina italiana che ebbe una brillante carriera in Germania, dove divenne una vera diva: Santina Olivieri, nota come La Reggiana. Si sa relativamente poco di questa danzatrice.
Nata a Reggio Emilia (da cui il suo soprannome), sposò Pierantonio Gratarol (1738-1785) all'età di ventidue anni. Fu ambasciatore della Serenissima Repubblica di Venezia presso la corte di Napoli e possedeva già una considerevole dote. Gratarol era un avventuriero dalla vita dissoluta, che in seguito lo portò all'esilio e alla condanna a morte a Venezia.
Nel 1744, viene menzionata come prima ballerina della stagione al Teatro Obizzi di Padova, ma si esibì anche in numerosi teatri italiani. Tra il 1747 e il 1748, risiedette a Napoli presso il Teatro San Carlo, dove si esibì in almeno quattro balletti sotto la direzione di Gaetano Grossatesta, coreografo e impresario del Real Teatro San Carlo. Benedetto Croce racconta che «nel novembre del 1751, alla ballerina Santa Olivieri, detta Reggiana, fu ordinato di lasciare Napoli per mancanza di lavoro. Sveniva, ecc. Ma intervenne il conte Giorgio Azzo Migli Orucci di Petrella Nientzlawski, nobile patrizio del Regno di Polonia e libero barone del Palatinato di Cracovia. Desiderava stabilirsi a Napoli con il figlio Antonio, che aveva sposato Reggiana a Roma. A questo signore dai molteplici titoli fu negato il permesso» (Teatri, f. 9). Il resto di questo episodio della vita della Olivieri è ignoto. Quel che è certo è che all'inizio del 1752 si trovava a Vienna, poi a Berlino, dove il suo successo fu tale che Antonio Pesne ricevette la commissione per un ritratto che adornava la camera da letto di Federico II a Potsdam. La ballerina italiana fu ingaggiata dal Teatro di Corte di Berlino dall'8 aprile 1752 al 12 maggio 1753 e si esibì per la prima volta davanti al re a Potsdam il 20 agosto 1752. Molto ammirata, fu oggetto di numerosi ritratti che la raffiguravano nei suoi ruoli. Antoine Pesne la ritrasse in particolare nei panni di Leda e Cleopatra. La ballerina tornò poi in Italia e morì a Treviso il 13 novembre 1786.
Periodo: XVIII secolo
Origine: Francia
Dimensioni: Con cornice: Altezza 130 cm; Larghezza 110 cm; Senza cornice: Altezza 96 cm; Larghezza 77 cm
Condizioni: Eccellenti
Documenti: Certificato di autenticità e perizia rilasciati dalla Dott.ssa Arabella Cifani
Assistenza: Siamo a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda, fornire ulteriori informazioni o richiedere immagini aggiuntive.
Spedizione: Disponibile in Italia, Europa e in tutto il mondo. Prezzi accessibili, massima sicurezza e assistenza completa. (Da concordare privatamente.)
Buona giornata!
Goglia Antiques
Sotto:
Il dipinto raffigura una delle dive più famose e in vista dell'Europa del XVIII secolo: Santina Olivieri, detta La Reggiana, elegantemente vestita con un abito dalla profonda scollatura. Un cigno innamorato, adornato di fiori, le si avvicina sensualmente. L'opera allude al mito di Leda e il cigno, che narra di come Zeus, trasformatosi in cigno, sedusse Leda, moglie di Tindareo, re di Sparta, sulle rive del fiume Eurota. Da questa unione, dopo che Leda depose le uova, nacquero i gemelli divini Polluce ed Elena (la cui bellezza scatenò la guerra di Troia), e i gemelli mortali Castore e Clitennestra, figli di Tindareo, nati in una notte successiva, quando Leda condivise il letto con il marito. Questo mito, che esplora i temi dell'amore divino, della seduzione, della metamorfosi e della nascita di figure centrali della mitologia greca, divenne un soggetto classico nell'arte rinascimentale e non solo, affascinando molti artisti, tra cui Leonardo da Vinci.
In questo caso specifico, la bellissima Leda è ritratta da una famosa ballerina italiana che ebbe una brillante carriera in Germania, dove divenne una vera diva: Santina Olivieri, nota come La Reggiana. Si sa relativamente poco di questa danzatrice.
Nata a Reggio Emilia (da cui il suo soprannome), sposò Pierantonio Gratarol (1738-1785) all'età di ventidue anni. Fu ambasciatore della Serenissima Repubblica di Venezia presso la corte di Napoli e possedeva già una considerevole dote. Gratarol era un avventuriero dalla vita dissoluta, che in seguito lo portò all'esilio e alla condanna a morte a Venezia.
Nel 1744, viene menzionata come prima ballerina della stagione al Teatro Obizzi di Padova, ma si esibì anche in numerosi teatri italiani. Tra il 1747 e il 1748, risiedette a Napoli presso il Teatro San Carlo, dove si esibì in almeno quattro balletti sotto la direzione di Gaetano Grossatesta, coreografo e impresario del Real Teatro San Carlo. Benedetto Croce racconta che «nel novembre del 1751, alla ballerina Santa Olivieri, detta Reggiana, fu ordinato di lasciare Napoli per mancanza di lavoro. Sveniva, ecc. Ma intervenne il conte Giorgio Azzo Migli Orucci di Petrella Nientzlawski, nobile patrizio del Regno di Polonia e libero barone del Palatinato di Cracovia. Desiderava stabilirsi a Napoli con il figlio Antonio, che aveva sposato Reggiana a Roma. A questo signore dai molteplici titoli fu negato il permesso» (Teatri, f. 9). Il resto di questo episodio della vita della Olivieri è ignoto. Quel che è certo è che all'inizio del 1752 si trovava a Vienna, poi a Berlino, dove il suo successo fu tale che Antonio Pesne ricevette la commissione per un ritratto che adornava la camera da letto di Federico II a Potsdam. La ballerina italiana fu ingaggiata dal Teatro di Corte di Berlino dall'8 aprile 1752 al 12 maggio 1753 e si esibì per la prima volta davanti al re a Potsdam il 20 agosto 1752. Molto ammirata, fu oggetto di numerosi ritratti che la raffiguravano nei suoi ruoli. Antoine Pesne la ritrasse in particolare nei panni di Leda e Cleopatra. La ballerina tornò poi in Italia e morì a Treviso il 13 novembre 1786.
Periodo: XVIII secolo
Origine: Francia
Dimensioni: Con cornice: Altezza 130 cm; Larghezza 110 cm; Senza cornice: Altezza 96 cm; Larghezza 77 cm
Condizioni: Eccellenti
Documenti: Certificato di autenticità e perizia rilasciati dalla Dott.ssa Arabella Cifani
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Goglia Antiques
20 000 €
Epoca: XVIII secolo
Stile: Altro stile
Stato: Sato molto buono
Materiale: Olio su tela
Riferimento (ID): 1786019
Disponibilità: Disponibile
Foglio di stampa


































