Porcellana di Meissen, seconda metà del XVIII secolo, Cucciolo di Bolognese su un cuscino
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Porcellana di Meissen, seconda metà del XVIII secolo, Cucciolo di Bolognese su un cuscino

Porcellana di Meissen, seconda metà del XVIII secolo

Cucciolo di Bolognese su un cuscino

Porcellana decorata, cm 24 x 22,5 x 14

Marchio blu a forma di pseudo-spada e incisione del modello 2513 sul lato inferiore non smaltato

Un Cane Bolognese in porcellana dura di Meissen siede composto su un cuscino rettangolare, con la lingua rosata sporgente e gli occhi neri lucidi rivolti verso l'osservatore in un'espressione vivace e quasi sorpresa. Il manto dell'animale è reso con straordinaria perizia: un fondo bianco percorso da ciocche ondulate, macchiate di bruno scuro sulle orecchie lunghe e cadenti e sul dorso, con sfumature che imitano la morbidezza del pelo naturale della razza. Il cuscino su cui siede il cane è decorato con un tappeto fitto di motivi floreali policromi - rose, campanule, foglie verdi - su fondo giallo chiaro, animato agli angoli da nappe dorate che ne esaltano il carattere prezioso e il gusto tipicamente settecentesco per l'ornamento minuzioso. La base è bordata d'oro, secondo un'usanza decorativa consolidata nella produzione della celebre manifattura sassone.

La storia della porcellana di Meissen affonda le radici nei primi anni del Settecento, quando l'Elettore di Sassonia Augusto il Forte, mosso da una vera e propria ossessione per le ceramiche orientali, finanziò le ricerche di Ehrenfried Walther von Tschirnhaus e di Johann Friedrich Böttger. Quest'ultimo, originariamente presentatosi come alchimista capace di tramutare i metalli in oro, trovò nella collaborazione con Tschirnhaus la via per un risultato ben più duraturo: la sintesi della porcellana dura europea. La Real Fabbrica aprì ufficialmente nel 1710 nel castello di Albrechtsburg, a Meissen, non lontano da Dresda. I primi modelli si ispirarono alle porcellane cinesi e giapponesi di Arita, ma già negli anni Trenta del Settecento la manifattura aveva sviluppato un linguaggio plastico del tutto autonomo, grazie soprattutto al genio di Johann Joachim Kändler, entrato in fabbrica nel 1731 e divenuto il principale modellatore della casa. Kändler ricevette commissioni per numerose figure di cani, e i suoi libri di lavoro testimoniano una produzione zoomorfica vastissima, dalla quale emergono la cura per la resa anatomica e l'attenzione alla caratterizzazione psicologica degli animali. Dal 1774 al 1814 la direzione artistica passò a Camillo Marcolini-Ferretti, che introdusse nel marchio delle due spade incrociate una stella, dando avvio al cosiddetto periodo Marcolini, caratterizzato da un gusto sempre più neoclassico senza per questo rinunciare alla qualità esecutiva. Nel 1861 la manifattura fu trasferita nella valle di Triebisch, dove si trova tuttora.

Il tipo del cane su cuscino fiorito con nappe appartiene a una serie di modelli kändleriani che ebbero grande diffusione nelle corti europee della seconda metà del Settecento. Un confronto diretto è possibile con il cosiddetto cane "bolognese" di Meissen, presente in diverse varianti cromatiche in importanti collezioni museali: il Metropolitan Museum of Art di New York conserva un esemplare di questo tipo, risalente alla prima metà del Settecento, già appartenuto a una collezione privata francese prima del 1743, a testimonianza della precocità con cui queste sculture circolarono tra i grandi collezionisti europei. Anche il Louvre di Parigi possiede versioni di questo modello, che si differenziano dall'esemplare qui considerato per il tipo di razza raffigurata e per le soluzioni decorative del cuscino. A Palazzo Pitti, a Firenze, è conservato un carlino in porcellana di Meissen che condivide con il nostro spaniel la stessa impostazione compositiva pur differendo nel soggetto e nella tavolozza. I cani bolognesi di Meissen godettero di enorme popolarità nel Settecento, essendo tra i doni più pregiati che i potenti dell'epoca si scambiavano. Il Cane Bolognese qui presentato si distingue da questi confronti per la vivacità cromatica del cuscino fiorito, che richiama i motivi "indianischen Blumen" tanto in voga nella produzione di Meissen della seconda metà del secolo, e per la straordinaria qualità della modellazione del manto. Esemplari identici per modello compaiono assai raramente sul mercato antiquario, il che ne conferma il valore sia storico che collezionistico.

3 600 €

Epoca: XVIII secolo

Stile: Altro stile

Stato: Buono stato

Materiale: Porcellana

Larghezza: 22,5

Altezza: 24

Profondità: 14

Riferimento (ID): 1786257

Disponibilità: Disponibile

Foglio di stampa

Via C. Pisacane, 55 - 57
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Porcellana di Meissen, seconda metà del XVIII secolo, Cucciolo di Bolognese su un cuscino
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