Eliseo Sala (Milano, 1813 - Rancate Di Triuggio, 1879), Preghiera
Eliseo Sala (Milano, 1813 - Rancate Di Triuggio, 1879)
Preghiera
Olio su tela, cm 65 x 55
Con cornice, cm 93 x 83
Firmato in basso a destra: Sala. E
Il dipinto Preghiera di Eliseo Sala è un olio su tela firmato in basso a destra e rappresenta una delle prove della produzione di genere dell’artista lombardo, capace di coniugare sensibilità romantica, attenzione psicologica e una raffinata resa luministica. L’opera raffigura una giovane donna colta in un momento di raccoglimento devozionale, con le mani giunte e lo sguardo rivolto verso l’alto, immersa in un’atmosfera silenziosa e sospesa. La figura emerge da uno sfondo scuro e neutro, che isola la protagonista e concentra l’attenzione sull’espressione del volto e sul gesto delle mani. La luce, sapientemente dosata, accarezza i lineamenti della giovane, mentre i toni caldi dell’incarnato dialogano con la morbidezza dei bianchi della camicia e con i contrasti cromatici dell’abbigliamento. L’abito, semplice ma curato nei dettagli, contribuisce a collocare la scena in una dimensione quotidiana. L’intensità emotiva del soggetto è affidata soprattutto allo sguardo, che tradisce una preghiera intima e personale. Eliseo Sala, nato nel 1813 in una famiglia agiata, rimase orfano di padre all’età di diciannove anni e fu affidato allo zio Giuseppe De Capitani d’Arzaglio, marchese e influente politico milanese. Nel 1832 si iscrisse all’Accademia di Brera, dove frequentò la scuola di nudo sotto la guida di Luigi Sabatelli e Filippo Comerico. In questi anni ottenne importanti riconoscimenti, vincendo nel 1835 e nel 1836 medaglie d’argento per alcune riproduzioni, segno di una precoce padronanza tecnica. A partire dal 1839 intraprese con l’amico Ferdinando Bassi una serie di viaggi di perfezionamento che ebbero un ruolo decisivo nella sua formazione: a Venezia studiò con attenzione l’Assunta di Tiziano, a Roma entrò in contatto con Francesco Coghetti, dal quale apprese una più libera e vibrante concezione del colore, ispirata alla tradizione veneta. Nel 1848, a causa della situazione politica e delle sue convinzioni anti-austriache, Sala si trasferì a Torino, dove avviò una proficua attività come ritrattista. Negli anni successivi viaggiò intensamente, partecipando anche alla prima Esposizione universale di Londra, e soggiornando a Parigi, Bruxelles, Colonia e Ginevra. Nel 1860 realizzò il ritratto del conte di Cavour e nel 1863 quello di Vittorio Emanuele II, confermando il proprio ruolo di pittore apprezzato negli ambienti politici e istituzionali del nuovo Stato italiano. Celebrato dalla critica contemporanea come uno dei principali ritrattisti lombardi, accostato per fama a Francesco Hayez e Giacomo Trecourt, Sala fu autore di numerose commissioni per famiglie reali, nobiliari e dell’alta borghesia. Accanto al ritratto ufficiale, tuttavia, egli non abbandonò mai del tutto i soggetti di genere e a carattere religioso, come Preghiera, nei quali emerge una pittura più intima.
Epoca: XIX secolo
Stile: Altro stile
Stato: Buono stato
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 55
Altezza: 65
Riferimento (ID): 1817208
Disponibilità: Disponibile




































